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David Shrigley: il potere di uno scarabocchio

Vincenzo Calicchio No Comments



Da professionista del campo di Grafica ed Animazione spesso mi sono chiesta di quale entità può essere la reazione ad un semplice disegno scarabocchiato. E mi è capitato spesso, soprattutto nel sottoporre qualche bozzetto o qualche schizzo al giudizio altrui. Questo è ciò che sperimenta da anni, in modo del tutto personale, David Shrigley, artista inglese di Macclesfield, classe 1968, autore di disegni,  sculture, fotografie e corti d’animazione che vive e lavora a Glasgow, in Scozia.

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David Shrigley: “Odio pensare”

 

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David Shrigley: “Il computer va a fuoco…ma è ok”

L’importanza dei disegni nella comunicazione visuale

Di sicuro si dirà…

Ma i disegni sono solo per bambini!

Nulla di più errato! Sono un ottimo strumento di comunicazione visuale, un mezzo potente ed immediato se utilizzato in modo mirato. Ed una prova sono le vignette di Shrigley, umoristiche e provocatorie, imperdibili per chi ama il nonsense e il grottesco, ma anche per chi non è un professionista del settore. Egli stesso si è autodefinito un outsider nel mondo dell’arte. Le sue composizioni sono costituite da disegni essenziali, in bianco e nero, svincolati dai canoni realistici, spesso supportati da un testo scritto,che evidenziano gli aspetti  bizzarri, gli elementi inquietanti e i paradossi della vita quotidiana.

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Come le riflessioni di un bambino molto saggio che mostrano l’arguzia e l’umorismo grottesco di un osservatore esperto del mondo degli adulti, le sue illustrazioni sono dotate di parole, grafici, balloon, scarabocchi, linee irregolari e aforismi cupamente divertenti sul mondo.

Comunicazione Visuale: Comunicare in maniera più veloce e diretta possibile

Sin dai primi anni del 2000, Shrigley sposta la sua attenzione verso il cinema. Nel 2003 realizza con la squadra di regia Shynola il videoclip “Goodsong” per i Blur, vincitore del British Animation Awardcome migliore video musicale e di due DE&D Awards (uno per l’animazione e uno per la regia).

Il video ha i classici disegni in bianco e nero di Shrigley, che raccontano di uno strano omino volante che si innamora di uno scoiattolo, sulle note del suggestivo brano dei Blur. La narrazione combina l’umorismo ad un oscuro senso di tristezza, che a momenti indigna e confonde. Alcuni lo odiano, altri adorano l’audacia e la libertà di pensiero. Un video  da vedere, anche solo per scoprire la propria reazione di fronte a qualcosa che va completamente fuori dalle regole

Nel 2004 dirige il video animato di “Agnes Queen of Sorrow”,brano di Bonnie “Prince” Billy e nel 2005 un film d’animazione con il pluripremiato regista Chris Shepherd basato sul libro di Shrigley “Who I Am and What I Want”(Chi sono e Quello che Voglio).

Collaboratore settimanale di fumetti alla rivista The Guardian Weekend, nel 2006 pubblica il suo primo album,dal genere definito “spoken-word”(dall’inglese “parola parlata”), basato su prestazioni  poetiche con accompagnamento musicale che si concentrano sull’estetica di giochi di parole e di narrazione,dal titolo “Shrigley Forced to Speak With Others”, seguito da un doppio CD di artisti, tra cui David Byrne, Islands e Grizzly Bear.

Il 2015 vede la sua attiva collaborazione al progetto “Dismaland – Bemusement Park” un’installazione artistica temporanea organizzata da Bansky in Inghilterra, che mostra un “parco divertimenti anti-Disneyland”. Per il progetto realizza numerosi slogan sparsi per il parco, primo fra tutti: “Winning is strictly prohibited” (“Vincere è strettamente proibito”) e un’attrazione dal titolo Knock the Anvil” in cui bisogna colpire e abbattere un’incudine colpendola con una pallina da tennis.

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David Shrigley: “Vincere è strettamente proibito”

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Il lavoro di Shrigley è stato largamente esposto: mostre personali presso il Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco, Statens Museum for Kunst di Copenaghen, il Kelvingrove Art Gallery and Museum a Glasgow, e l’HammerMuseum di Los Angeles. Nel 2013 è nominato per il prestigioso Turner Prize per la sua personale “David Shrigley: Brain Activity” presso la Hayward Gallery di Londra.

“Questo scarabocchio lo saprei fare anch’io”

Quante volte l’abbiamo sentito dire (o lo abbiamo detto!) nell’osservare qualche opera riconosciuta ufficialmente come tale! Succede dai tempi di Picasso… Eppure un esempio della risonanza mediatica mondiale che può avere un disegno animato approssimativo, ma comunicativamente vincente l’abbiamo avuta a partire da “The Simpsons” a “South Park”, “Beavis and Butthead”, e così via.

In Italia purtroppo il disegno animato in certi ambiti è ancora relegato ad intrattenimento per ragazzi, figuriamoci l’operato di artisti come Shrigley. Forse siamo troppo impegnati a fare i fighi su Instagram o a tentare di fare arte e grafica con l’unico obiettivo della viralità! Ragion per cui ho ritenuto opportuno scriverne, visto che in giro nel web in italiano c’è davvero poco su quest’artista, dal cui lavoro si evince una forte esigenza comunicativa.

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SEO su WordPress: 9 domande e risposte

Vincenzo Calicchio No Comments



Di tutti i diversi sistemi di gestione di contenuti e di tutte le piattaforme di pubblicazione web, senza ombra di dubbio WordPress è la più conosciuta. Ragion per cui ho deciso di tradurre l’utilissimo articolo di Search Engine Land “10 WordPress SEO Questions That Took Me 10 Years To Answer!” in quanto non si tratta di una guida passo passo alla SEO su WordPress, ma risponderà ad alcune delle domande frequenti che mi vengono poste (o che leggo online) in materia di SEO per siti costruiti con questo CMS. Vi aiuterà a familiarizzare con la SEO su WordPress, sfaterà alcuni miti ed un po’ di cattiva informazione sull’ottimizzazione per i motori di ricerca in generale.

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Domande e risposte sulla SEO in WordPress

Blog, siti web aziendali e shop online (e non) utilizzano WordPress. I designer sono affascinati dalla sua versatilità e dall’ampia gamma di soluzioni che presenta. Gli utenti amano la sua semplicità ed efficacia. Sicuramente il fatto di essere Open Source ha dato a questo CMS una marcia in più.

È un sistema di blogging elementare che richiede poca o nessuna conoscenza di disegno web, scrittura o di altre specifiche tecniche. Quasi il 25% della top mondiale di 10 milioni di siti web — che include TIMEMashable ed altri portali che sono una pietra miliare del web marketing come Marketing Land e lo stesso Search Engine Land — sono costruiti con WordPress. Se volete conoscere altri siti famosi costruiti con wp vi rimando a questo articolo del blog!

Proprio a causa della sua semplicità di utilizzo, con WordPress può capitare di manomettere dei parametri fondamentali — oppure di sottovalutare/ignorare elementi importanti della SEO che possono influire negativamente sulla crescita, il successo e la redditività di un qualsiasi business.

Domanda #1: Ho sentito che WordPress è già Ottimizzato per i Motori di Ricerca. È vero?

No, non esiste nessun CMS ottimizzato per i motori di ricerca. Nonostante WordPress sia particolarmente adatto ai motori di ricerca, dovrai comunque lavorare alla SEO per ottenere i risultati migliori. Passare a WordPress e basta non farà arrivare magicamente il tuo sito in prima pagina di Google.

Il mito del “CMS ottimizzato per la SEO” continua a diffondersi solo perché i venditori di CMS ne hanno fatto un cavallo di battaglia per le loro strategie di mercato. Lo fanno presente agli incontri con i clienti. Lo sbandierano sui loro siti web. Gli danno risalto nei loro cataloghi. Ne parlano alle conferenze.

E funziona!

I proprietari e i direttori di business privi di conoscenze tecniche sulla SEO spesso non sanno cogliere la differenza tra “ottimizzato per i motori di ricerca” (search engine optimized) e “adatto ai motori di ricerca” (search engine friendly). Ho visto compagnie investire l’equivalente della somma degli stipendi annuali di un intero team di impiegati su un nuovo CMS, scelto tra molti altri solo perché ritenevano che avrebbe soddisfatto tutte le loro esigenze SEO.

Purtroppo, non funziona così. Tutto ciò che offre WordPress è un buon punto di partenza. Potrete costruire un sito senza spendere molto tempo o denaro ed inserirvi facilmente alcuni elementi SEO addizionali (se sapete come farlo).

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Domanda #2: Ho installato un plugin per SEO di Wordpress. Questo vuol dire che non ho più bisogno di un Consulente SEO, Giusto?

Umm… no.

La SEO non è una “cosa facile e rapida” e soprattutto non è un attività una tantum. Non è un pacchetto pronto all’uso. Non è un “metti e dismetti”. Non è così che funziona la SEO. Ogni attività di ottimizzazione è una procedura continua che dovrebbe far parte del tuo quotidiano impegno di marketing.

Non c’è un solo plugin di WordPress che possa gestire tutti gli aspetti della SEO, così come non esiste un martello speciale che possa costruire da se una nuova, fantastica casa! Configurare correttamente il tuo plugin SEO rappresenta un passo nella giusta direzione – ma è solo il primo passo! L’intera faccenda è molto più complessa e articolata.

Hai bisogno di uno specialista che lavori per te e che ne sappia di ricerca organica, che sappia in che modo la SEO può irrobustire il tuo lavoro di marketing e che possa impedirti di fare danni. Questa persona dovrebbe avere un rapporto di lunga collaborazione con te – sia come membro del tuo staff o come consulente/agenzia – perché tu possa essere sicuro di rendere al meglio.

Forse un paio di esempi di vita reale renderanno meglio l’idea.

  • Aggiornare WordPress, o un plugin, o installare un nuovo plugin o un nuovo tema, altererà il codice del tuo sito. Questi cambiamenti possono avere un impatto negativo sulla sua SEO, se non opportunamente gestiti, che ti costerà parecchio rank.
  • Aggiungere nuovi plugin può rallentare il tuo sito. La sua velocità di caricamento è un fattore di posizionamento importante nell’algoritmo di Google – e quella piccola, innocente modifica potrebbe influenzarlo negativamente.
  • Il marketing dei contenuti è un aspetto critico per ogni business online. Ottimizzare i tuoi contenuti per keyword specifiche, basate su analisi della SEO, può fare meraviglie nell’attrarre i potenziali clienti ideali, coinvolgerli, e trasformarli in acquirenti. Il solo WordPress non è in grado di fornire suggerimenti circa le parole chiave di tendenza in base alle quali dovresti strutturare il contenuto.
  • Eseguire controlli periodici della SEO può assicurare che il tuo sito sia sempre ottimizzato e in grado di stare al passo con i cambiamenti di settore (e di algoritmo). Avere un consulente SEO pronto a fornire suggerimenti e indicazioni può incrementare così tanto il traffico organico che, alla lunga,i suoi costi saranno ripagati diverse volte.

Domanda #3: Come faccio a scegliere i Plugin per SEO di WordPress più adatti al mio sito web?

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Ci sono due plugin per la SEO che si distinguono tra tutti: All In One SEO Pack e WordPress SEO by Yoast. Il primo è un po’ più noto, mentre il secondo è valutato un po’ meglio. (Personalmente, uso Yoast.)

Ricorda che potresti anche avere bisogno di plugin addizionali per gestire attività di supporto alla SEO, ad esempio, uno che ti consenta di implementare il codice di monitoraggio analitico nel tuo sito web.

Prima di decidere quali plugin utilizzare, ecco alcune importanti domande a cui rispondere:

  • Compatibilità: Il plugin è compatibile con le altre funzionalità e tecnologie del mio sito? Continuerà ad esserlo in futuro? Non fare assunti. Scoprilo.
  • Supporto: Ci sarà un supporto tecnico adeguato per il plugin da parte degli sviluppatori o della community? Verifica i forum di supporto, recensioni e feedback dagli utenti di vecchia data per fare le tue valutazioni.
  • Utilizzo/Popolarità: Quanto è popolare il plugin? Molti download indicano un diffuso utilizzo e una comunità di utenti esperti che può offrirti idee o aiutarti a risolvere i problemi.
  • Sviluppo Futuro: Il team o la compagnia di sviluppo del plugin ha una cronologia di aggiornamenti e di revisioni delle loro soluzioni? Acquistare temi e plugin da venditori rinomati e da provider d’Elite su marketplace come themeforest e codecanyon è più sicuro che provarne uno da un provider sconosciuto e senza riferimenti cronologici sul loro lavoro.

Domanda #4: I templates gratuiti di WordPress possono danneggiare la mia SEO?

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Beh… si e no.

Un grande beneficio di WordPress è la vasta gamma di temi gratuiti disponibili. Molti sono innocui e rappresentano un’ottima scelta per ogni sito web o blog. Altri, invece, possono danneggiare la tua SEO. Considera ciò che segue:

  • Contiene Link di Spam? Un tema WordPress che viene fornito come parte di una rete di link o di un’altra tattica SEO può danneggiare la tua visibilità naturale e i risultati ottenuti con la SEO. Se non ti è concesso di rimuovere i link, non usare quel tema o quel template.
  • Verrà Aggiornato e Supportato? Sono pochi i temi aggiornati contro le vulnerabilità della sicurezza o migliorati per implementare gli aggiornamenti futuri di WordPress. Questo può essere negativo per la tua SEO.
  • Cosa Ne Dicono gli Altri? Le recensioni degli utenti ed i loro feedback possono dirti se lo sviluppatore è fidato e se ha una buona reputazione.
  • Segue le Linee Guida di Google e le Migliori Pratiche SEO? Fai una rapida analisi della qualità del sito in demo e verifica se rispetta le linee guida di Google, se è mobile friendly, se carica velocemente ed è ben scritto. Questa ricerca può successivamente risparmiarti molta frustrazione.

Domanda #5: Cos’è meglio per la SEO — Installare WordPress Su un nuovo dominio, sottodominio o sottocartella?

Questa è una buona domanda se già hai il sito web di una compagnia e vorresti aggiungergli un blog. Dove installare WordPress? Diamo un’occhiata alle tue opzioni.

I nuovi domini sono generalmente utili per campagne brevi, come eventi di marketing o lanci di prodotti. Fare hosting del tuo blog in un nuovo dominio è un’opzione. Anche se potresti non acquisire la stessa SEO del sito principale della tua compagnia, un consulente SEO con esperienza può aiutarti a raggiungere efficientemente la tua utenza, lavorando con la tua agenzia di creativi e gli sviluppatori per fare tutto nel modo giusto e prevenire un fiasco nella ricerca organica.

Nell’aiutare i content marketer concentrati sui desideri della tua utenza, verificando se le idee creative possano funzionare e se, adattando le parole chiave del sito di conseguenza, le tue possibilità di successo possono massimizzarsi. Prima, però, chiediti se sei sicuro di volere un nuovo dominio.

In caso contrario, il tuo blog potrebbe essere ospitato da un sottodominio, tipo “blog.latuacompagnia.com”.

La mia stessa esperienza suggerisce che, per un blog, la cosa migliore per la SEO è installare WordPress in una sottocartella, tipo “latuacompagnia.com/blog”.

Domanda #6: aggiungere un post a molte categorie di WordPress gioverebbe alla mia SEO?

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Su WordPress, hai la possibilità di assegnare le tue pagine ed i tuoi post a più di una categoria. Ma come influenzerà la SEO? Non troppo negativamente – se stai attento.

Quando pubblichi lo stesso contenuto sotto diverse categorie come quelle che appaiono su più di un URL, tu duplichi il contenuto. Questo significa che dovresti evitarlo o quantomeno informare Google di quale versione della pagina sia l’originale che necessita di essere indicizzata. Puoi fare ciò utilizzando meta-direttive e “rel=canonical”.

Se il tuo contenuto sarà solo su un URL, con tutta probabilità non avrai mai problematiche di contenuti duplicati (anche se altre pagine del tuo sito ne contengono un estratto). Assicurati di verificare con il tuo consulente SEO come il tema da te scelto gestisce le categorie.

Domanda #7: il mio tema di WordPress nuovo fiammante utilizza HTML5 e presenta diversi casi di Tag H1 per pagina. Ciò è negativo per la SEO?

Nonostante l’utilizzo di diversi tag H1 non sia sbagliato dal punto di vista della scrittura e del design, non è l’ideale per la SEO. HTML5 ha aperto le porte a questa pratica, ma quando le persone utilizzano tag H1 multipli su di una pagina, questa può risultare come fosse spam e danneggiare il posizionamento nella ricerca organica.

Ti consiglio di utilizzare l’H1 solo per il primo titolo, che è spesso il più importante della pagina. Ricorda il vecchio adagio: se tutto è importante, allora niente è davvero importante!

Domanda #8: come posso migliorare la mia SEO su WordPress con i widget?

I widget di WordPress facilitano la pubblicazione dei contenuti in blocco su diverse pagine, come barre laterali e inferiori. Questo potrebbe non essere pericoloso o dannoso per la SEO, ma raramente offre dei vantaggi.

Uno dei modi più astuti di utilizzare i widget di WordPress è quello di offrire contenuti correlati al tema della pagina. Questo aggiunge valore, è user-friendly e migliora l’esperienza di navigazione. Puoi utilizzare widget per

  • Aggiungere un livello social che promuova un collegamento col plugin di un’applicazione di una community BuddyPress.
  • Aggiungere un plugin media in modo che l’utente possa caricare immagini e video.
  • Dare visibilità ai nuovi membri del forum, i loro post e le loro foto.
  • Creare nuovi contenuti in forum e gruppi facili da scoprire.

Una strategia come questa funzionerà altrettanto bene per ogni sito, che sia uno per l’addestramento di cani, uno di viaggi o di automobili. I widget di WordPress lasciano che sia tu a scegliere il target e la nicchia di utenza all’interno della tua nicchia, coinvolgendoli nei contenuti per i quali hanno espresso interesse. Saranno come un’iniezione di vitamine per il tuo business!

  • Deliziando i visitatori, avrai una più alta probabilità di ottenere link in ingresso, “like” di Facebook o +1 di Google.
  • In più, renderai i contenuti nuovi nei forum e nei gruppi più facili da scoprire, sia con i motori di ricerca che tramite i visitatori sulla home del tuo sito.

La lezione chiave di SEO, qui, non è aggiungere molte cose nuove o una più vasta gamma di contenuti, funzioni e offerte, ma invece è di restare coerenti al tema principale dell’argomento trattato su quell’URL. Di meno è non di più. Rimuovi tutto ciò che non ti avvicina agli obiettivi del tuo business.

Una cosa importante: Fai attenzione ai link diffusi che non sono rilevanti al 100%. Rimani concentrato sull’argomento. Se un link non è importante in quel contesto, rimuovilo.

Domanda #9: non utilizzare la lingua degli utenti può danneggiare la mia SEO?

Sebbene tu possa usare WordPress in un’altra lingua, dovresti sempre impostarlo per comunicare nella lingua dei tuoi visitatori. Ciò fornisce una migliore, più ricca e coinvolgente esperienza di navigazione, tutte cose che miglioreranno la tua SEO.

La comunità di WordPress ha già tradotto lo strumento in molte lingue. Puoi configurare la tua installazione attraverso il pannello dell’amministratore – anche senza nessuna abilità di scrittura o tecnica.

Poiché mescolare lingue diverse sul tuo sito web non assicura una bella esperienza all’utente, accertati di tradurre anche tutti i plugin di WordPress nel linguaggio scelto. Prima di acquistarlo, controlla se un plugin è configurato per la traduzione, in modo che tu possa tradurlo. Fai lo stesso per ogni tema WordPress che installi. Questo diventa particolarmente importante se pianifichi di espandere il tuo business in nuovi mercati, paesi e regioni.

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Consigli sulla SEO per WordPress

Conclusioni

Spero che abbiate gradito questi suggerimenti pratici per la SEO di WordPress. Ho provato a concentrarmi sulle domande più comuni in base alla mia esperienza. Ho già avuto modo di scrivere a proposito delle domande sulla SEO più frequenti ma ho ritenuto importante scrivere questo articolo in modo da entrare più nel particolare.

Potreste avere altri suggerimenti importanti da condividere o domande da fare. Unitevi pure alla discussione postando sotto commenti o dubbi.

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Translator: Valerio Graziano

 

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Essena O’Neill: la “Conversione” della Star di Instagram

Vincenzo Calicchio No Comments



Come probabilmente avrete già capito se seguite questo blog, Instagram non mi è per niente simpatico! Dopo aver scritto della fotografa Thailandese che ne mette in mostra il lato oscuro oggi, prendendo spunto da un articolo di Yorokobu, vi parlo di Essena O’Neill… la creatura made in Instagram ora “redenta”.

Tutto ciò che appare in Instagram è falso! Ogni commento, ogni “cuoricino” è falso. Tutti i sorrisi sono forzati, le pose sexy sono studiate ed il look tra il casual ed il vintage dei “Selfisti” è frutto di ore ed ore di prove ed allenamento. A dirlo non solo solo Io, ma anche Essena O’Neill, ex stella di Instagram che da qualche settimana si è trasformata nel primo nemico della falsità di questo Social Network.

Il 27 Ottobre scorso 2015, la O’Neill ha ribattezzato il suo profilo Instagram in Social Media is not real life, ha cancellato 2000 foto “che non avevano altro proposito che la promozione” ed ha modificato il resto offrendo una descrizione più realista del tutto. Aveva mezzo milione di seguaci ed ora profilo risulta non più esistente.

La “Redenzione” di Essena o’Neill

essena oneill

La “Conversione” di Essena O’Neill

In una delle foto della conversione la O’Neill appare in una doppia foto con un vestito bianco, in una mostra un sorriso privo di ogni preoccupazione e nell’altra si aggiusta i capelli mentre è sul bordo di un laghetto. “Non ho pagato per questo vestito, mi faccio un numero interminabile di foto tentando di essere sexy per Instagram. Questo processo mi fa sentire incredibilmente sola”.

modella instagram

La “Conversione” della modella di Instagram

In quest’altra foto la modella riposa in una spiaggia paradisiaca guardando distrattamente il telo da mare e scrive “Non avrei mangiato quel giorno. Avrei urlato contro mia sorella minore affinché continuasse a farmi foto fino a farmene una di cui sentirmi orgogliosa”.

La modella redenta, oramai sulla via di Damasco, descrive tutte le sue foto con messaggi degni del miglior Osho e di auto-realizzazione. Poemi che parlano della società dei consumi e dei social network. Come contro-risposta ad ogni nuovo post si sono accumulati decine di migliaia di like e commenti.

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Essena assicura però che non vuole rientrare nel vortice di Instagram, e per provarlo non trova altro modo di pubblicare altre foto mezza nuda e commenti strappa like. Non gli interessa sapere cosa pensano gli altri delle sue foto quindi non va a leggere i commenti (dice). Poi ha cominciato a lasciare alla fine di ogni messaggio un link a questo sito: letsbegamechangers.com

“Ero circondata da tanta ricchezza, fama, potere, eppure mi sentivo tanto miserabile…sono una ragazza che aveva tutto e voglio dirti una cosa” assicura guardando la camera con gli occhi lacrimosi “Avere tutto nei social media non significa nulla nella vita reale”

Lasciare i Social Network? Nulla di nuovo

Abbandonare i social network nel proprio punto di massima fama non è nulla di nuovo. Ci sono già tantissimi casi ed articoli che parlano di questa tendenza, seppur minimale, come ad esempio questo del Newyorker: Leaving Facebookinstan di Steve Coll.

In articoli come questo si parla di una tendenza globale (l’articolo è del 2012) di abbandono dei social network. Oggi, a tre anni di distanza, possiamo affermare che si sbagliavano. Anzi, si sbagliavano alla grande!

Il motivo di ciò è leggibile in una particolarità specifica delle reti sociali. Quando disinstalli un app, quando smetti di leggere un libro o abbandoni una serie tv, semplicemente lo fai. Non ti piace e li lasci. Semplice no? Quando abbandoni un social non è così. Dovrai spiegare a tutto il mondo il tuo comportamento, le tue sensazioni e difenderti di fronte a chi non vuole capire.

La O’Neill ha quindi creato un blog per spiegare perché ha cambiato il suo modo di percepire Instagram, ed ha postato alcuni video per spiegarlo faccia a faccia. Le sue argomentazioni sono le stesse di quelli che volevano lasciare Facebook anni fa.

“Godere della vita reale”. “Uscire fuori e parlare con le persone”. “I social network sono falsi”. Affermazioni come queste vengono poste come dei dogmi, come se essere disconnessi garantisse una vita piena e soddisfacente. Ovviamente i suoi video ed i suoi post sono diventati virali.

Essena O’Neill ha lasciato Instagram. Al momento della chiusura dell’account aveva 800 mila seguaci e nella descrizione invitava a seguire il suo nuovo sito dove non ci sono solo immagini o video ma anche testi “Affinché la gente comprenda che siamo qualcosa di più di semplici immagini”.

Conclusioni

Personalmente non credo nella redenzione di Essena, non penso che all’improvviso abbia visto la luce ed abbia cominciato a seguirla. “Voglio creare magliette per questo movimento” dice alla fine di uno dei suoi video, e poi “Ho bisogno di soldi per vivere e mangiare. Se i miei video ti hanno fatto pensare offrimi quello che pensi valgano”.

A mio parere siamo avanti ad un caso di Rebranding, sicuramente uno dei più riusciti di tutto il web. E’ altrettanto probabile che la modella australiana abbia fiutato che Instagram alla fine non porta così tanti guadagni e che le centinaia di migliaia di follower non facevano altro che appagare la sua vanità. Meglio gestire un blog, magari con eCommerce compreso ed utenti ultrafidelizzati (che vedono in te un ideale), magari con tantissime visite in meno ma magari anche con un tasso di conversione più alto.

Un po di domande per te

Ora ti faccio tre domande, solo tre a cui sarei ben felice di conoscere le tue risposte:

  1. Cosa pensi di Instagram?
  2. Lo ritieni effettivamente utile per il Business?
  3. Pensi abbia fatto bene Essena a compiere questo gesto?

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Come fidelizzare i clienti del tuo eCommerce

Vincenzo Calicchio No Comments



Probabilmente non ci avrai mai pensato ma è molto più facile avere un acquisto da chi già è stato tuo cliente che da chi non lo è e probabilmente ti conosce per la prima volta. Fidelizzare i clienti è un passo fondamentale per ogni business (sia online che offline!). Ovviamente la crescita del numero dei compratori è un aspetto importantissimo dei risultati di un qualsiasi eCommerce, ma molti shop online focalizzano totalmente la loro strategia sul conquistarne sempre di nuovi, dimenticandosi di quelli vecchi come se non avessero più nulla da spendere o come se non fossero all’improvviso più interessati ai loro prodotti o servizi. Nulla di più sbagliato!

Ragion per cui ho deciso di tradurre un articolo di Llorenç Palomas a proposito di come fare per fidelizzare i clienti di uno shop online. Vedremo quindi in questo post come mantenere vive ed aumentare le vendite dai tuoi vecchi clienti.

Perché fidelizzare i clienti?

Attualmente “catturare” un compratore, in funzione del settore e della fonte di traffico, può tranquillamente arrivare a costare una sessantina di Euro. Con questi dati, è chiaro, a meno che non si vendano prodotti di lusso (o con un alto margine di guadagno) si ha bisogno di un alto livello di vendite per avere un reddito sufficiente.

Negli ultimi anni i costi della pubblicità online sono aumentati di molto (soprattutto in riferimento al SEM) ed ovviamente ciò è causa di una concorrenza crescente e del continuo processo di digitalizzazione delle imprese. L’ascesa di colossi come Amazon o Zalando ha fatto il resto, così che le pmi hanno ancora più difficoltà ad avere visibilità.

Un esempio

Tempo fa mi occupai del progetto web “Selligo” una piattaforma online dove creare eCommerce in pochi minuti con la particolarità che è possibile vendere solo una tipologia di prodotti. Il mercato di riferimento era la Spagna ed il Sud America e quindi la parola chiave principale era (ovvio) “crear tienda online” (creare negozio online).

Questa keyword Oggi ha un offerta consigliata di 10,69 Euro mentre sette anni fa, secondo l’articolo di Llorenç Palomas era di 0,80 centesimi di Euro!

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Google Keyword Planner “Crear tienda online”

A conti fatti il costo d’acquisizione clienti per questa parola chiave si è moltiplicato di 13 volte!!

Diamo un po di numeri

 

Quanto ti può costare vendere ai tuoi vecchi clienti?

In termini di tempo è possibile che questo risultato arrivi in pochi minuti con una buona azione di mail marketing. Non utilizzi l’e-mail marketing? Beh dovresti farlo! E’ uno dei metodi di fidelizzazione più concreti ed efficaci, ragion per cui più avanti farò un approfondimento.

Quanto ti può costare guadagnare da nuovi clienti?

Tanto, e lo sai in quanto e l’obiettivo di ogni tipo di strategia di marketing. I risultati sono sempre incerti anche se metti in pratica una strategia di marketing virale.

Dunque l’obiettivo è chiaro:

Far si che la nostra base clienti faccia acquisti ricorrenti e che si riduca il periodo tra una compra e l’altra

Se riuscissimo a far si che un cliente compri almeno una volta in più l’anno, tale valore, moltiplicato per tutti i clienti può davvero fare la differenza!

Ma attenzione al modello di Business

Naturalmente non è la stessa cosa vendere una macchina industriale del valore di milioni di Euro oppure un paio di scarpe, un orologio o una forma di parmigiano, quindi le azioni che si vanno a mettere in pratica dovranno essere più o meno intensive a seconda della categoria di business.

Qualora non fosse ancora chiara l’importanza della fidelizzazione…

Perché investire tempo e denaro nella fidelizzazione dei clienti?

  • Avere una conversione da chi già è stato tuo cliente ha un costo d’acquisizione inferiore rispetto ad acquisire nuovi clienti
  • L’acquisizione di nuovi clienti costa tanto ed ha dei rischi maggiori
  • Un cliente ben fidelizzato compra di più e per più tempo
  • Il cliente diventa qualcosa di più di semplice cliente ma si trasforma in mezzo di marketing (sarà lui a farli pubblicità con il passaparola)
  • Consente risultati immediati

5 modi per fidelizzare i Clienti

Bene, già ho parlato fin troppo. Già mi è capitato in passato di scrivere a proposito di come aumentare le vendite in questo articolo sul NeuroMarketing ma ora andiamo a vedere quali sono i cinque migliori modi migliori per avere vendite ricorrenti.

1- Programma Fedeltà

Si tratta dei classici programmi a punti, quelli tipici dei supermercati ma questa volta applicati ai progetti online. Ovviamente i punti dovranno essere regalati ad compiere di determinate azioni, ad esempio:

  • Regalare X punti ogni X Euro di spesa (Si lo so è proprio roba da Carrefour, ma se i supermercati usato questa tecnica un motivo ci sarà!)
  • Regalare punti nel momento dell‘iscrizione al sito
  • Per l’iscrizione alla newsletter
  • Per ogni commento o condivisione lasciato nel sito
  • Per ogni commento o condivisione sui Social
  • Per ogni “Amico” portato nel radar del tuo progetto online.

Ovviamente un programma di questo tipo è parecchio complesso da impostare, non solo dal lato struttura web ma anche per quanto riguarda il regolamento, infatti vanno organizzate regole di spesa, scadenze dei punti ecc…

Cosa te ne pare? In pratica

  • Per ogni acquisto si danno dei punti
  • Per fare commenti nelle schede prodotto e negli articoli (questo è uno dei fattori di maggior valore per Google nel posizionamento dei siti e degli eCommerce in particolare)
  • Per registrarsi al sito

Un elemento è fondamentale: i punti devono avere una scadenza!

Se sei riuscito a calcolare una media di tempo di acquisto dei tuoi clienti, ti converrà ovviamente inserire una scadenza inferiore. Ovvero se il cliente medio compra ogni 7 mesi, farai in modo che i punti scadano ogni 6 mesi. Importante sarà il notificare ai tuoi clienti qualche settimana prima la prossima scadenza dei suoi punti.

2- Email Marketing

Contrariamente a quanto dicono in tanti, è un elemento imprescindibile per la fidelizzazione dei clienti! Lavora con piattaforme professionali (su tutte MailChimp) ovviamente seguendo un piano di lavoro e segmentando gli utenti. Non hai mai usato MailChimp? questo video ti chiarirà molte cose…

Per quanto riguarda la strategia poi aggiungo:

  • Targettizza con mail contenenti offerte molto attraenti i clienti registrati ma che non hanno ancora effettuato acquisti
  • Fai lo stesso con gli iscritti alla newsletter (quindi coloro non registrati e non ancora clienti)
  • Invia mail agli utenti che già hanno fatto acquisti, trattando in maniera speciale i clienti “migliori”
  • Invia sempre mail personalizzate! Laddove possibile chiama sempre per nome il destinatario
  • Fai sempre gli auguri e manda offerte personalizzate durante gli eventi più importanti (Natale, Pasqua, arrivo Estate ecc…)

Ovviamente ti starai chiedendo…

Chi mi da le mail per la newsletter? 

Assolutamente evita di comprare pacchetti di mail. Sarebbe una spese inutile in quanto non sono utenti targettizzati ed in ogni caso non hanno richiesto quella mail! Tra le cose che potresti far in tal senso c’è:

  • Inserire alla fine di ogni articolo un form di iscrizione (ti consiglio il Plugin Contact Form 7 è quello usato in questo sito)
  • Attivare un Popup da dove si ci può iscrivere alla neswletter (prova Popup Maker) ma fondamentale sarà non essere insistente con i tuoi utenti e non farlo apparire non all’apertura del sito. In questo sito ti si è aperto dopo 50 secondi! Ricorda una buona User Experience si riflette inesorabilmente su tutto il business.
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Popup per l’iscrizione alla Newsletter di Mia Nonna non lo capisce

Ultimo consiglio per una campagna di email marketing, direi forse il consiglio vitale è quello di adattare la mail ai dispositivi mobile giacché la maggioranza delle mail viene aperta da Smartphone.

3- Blog

Avere e gestire correttamente un blog è un punto fondamentale di ogni strategia di Inbound Marketing e ti apporterà dei vantaggi infiniti… su tutti un miglior e più costante rapporto con utenti e clienti.

Se riuscissimo a pubblicare contenuti di effettivo interesse per il nostro pubblico obiettivo ciò avrà ripercussioni su tutto il nostro business. Nella strategia di contenuti di un blog la cosa fondamentale è creare valore… e con ciò colgo l’occasione per attaccare tutti quegli “sturtappari” da strapazzo che utilizzano il loro blog (qualora lo utilizzino!) per raccontare le loro esperienze di vita nonché quelle da imprenditori.

Bene ragazzi. Probabilmente non ve l’avrà detto mai nessuno, ma queste storie non interessano a nessuno! Vi renderebbe molto di più creare contenuti utili ai vostri utenti.

A proposito di Content Strategy vi condivido il video di questo utilizzimo Webinar su SEMrush tenuto da Francesco Margherita.

4 – Servizi Premium

Ciò che potremmo fare è offrire condizioni speciali a gli utenti che si registrano e comprano, oppure a coloro che comprano più di X prodotti in un determinato periodo.

I servizi di fidelizzazione premium solitamente fanno riferimento a:

  • Accesso a prodotti o vantaggi speciali
  • Offerte speciali solo per utenti registrati
  • Contenuti esclusivi (un eBook, una guida ecc…)
  • Sconti di ogni genere ( X% di sconto se si compra in un prefissato periodo di tempo, invio gratis ecc…)

5 – Sistema di sottoscrizione 

Se vendiamo un prodotto di consumo ricorrente o con un breve periodo di vita utile, ciò che potremmo fare è costruire un sistema per favorire chi sottoscrive i nostri prodotti, dunque una sorta di abbonamento.

Pagando una quantità fissa mensile o annuale, manderemo ai nostri clienti il prodotto in questione o una selezione di prodotti ogni X periodo di tempo (per esempio ogni mese, ogni tre mesi ecc…)

Normalmente si offre uno sconto sul totale in cambio di garantire un consumo continuo. In questo modo finiremmo col ridurre e controllare la possibile stagionalità (e quindi instabilità) degli ordini e degli acquisti.

Qui sotto trovate un esempio di vinissimus.it che invita ad entrare nel Club esclusivo a fronte di benefici di vario genere.

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Offerta Premium Vinissimus.it

 

Ora tocca a te

Hai alcune idee per fidelizzare i clienti? Quali usi? Dicci la tua ed inserirò il tuo suggerimento nell’articolo!

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Gli 8 migliori tool e Plugin WordPress SEO che devi assolutamente conoscere

Vincenzo Calicchio No Comments



I motori di ricerca rappresentano la principale fonte di traffico di molti siti web. Ecco perché i nostri utenti ci chiedono spesso suggerimenti per il posizionamento ed informazioni su strumenti free che possano migliorare i loro  risultati. In questo articolo, condividerò gli 8 migliori tool e plugin wordpress SEO con i quali ottimizzare il tuo vostro web.

Ma badate bene. Forse starò esagerando nel paragone ma occuparsi di SEO è un po come fare l’amore. Non è importante utilizzare lo strumento migliore o saperlo usare al meglio, la cosa più importante è capire chi c’è dall’altra parte: l’utente. Per la stesura di questo post ho preso spunto da questo articolo di wpbeginner.com “9 Best WordPress SEO Plugins and Tools That You Should Use che ho tradotto ed approfondito.

1. WordPress SEO by Yoast

yoast-seo

SEO WordPress by Yoast

È uno dei plugin WordPress più scaricati di tutti i tempi. WordPress SEO by Yoast è una soluzione completa per  tutte le vostre esigenze di SEO on-site. Consente di aggiungere un title e meta description ad ogni post e ad ogni pagina del vostro sito.

La lista delle caratteristiche di WordPress SEO by Yoast è molto lunga. Ovviamente lo usiamo anche in questo blog ed anche questo articolo anche è sottoposto al semaforo del plugin. Ma attenzione! Anche se Yoast su di un vostro contenuto vi da semaforo verde non vuol dire che sarà effettivamente efficace e posizionato. A proposito di ciò condivido una divertente immagine sull’argomento creata da Studio Samo.

guida yoast wordpress

Ovviamente prima di cominciare a studiare ed utilizzare Yoast vi invito a leggere questa nostra guida all’ottimizzazione di base di un sito WordPress.

2. SEMrush

guida-semrush

E’ uno strumento utilizzato dai più esperti per estrapolare dati analitici e informazioni chiave dai loro competitor, con lo scopo di migliorare il proprio posizionamento sui motori di ricerca.

SEMrush può esserti utile per:

  • Capire con quali parole chiave naturali classificarti
  • Capire da dove ottenere backlink
  • Avere intuizioni studiando la strategia dei competitor
  • Tanto altro.

Ahinoi non è un tool free ma nonostante ciò viene utilizzato da migliaia di professionisti SEO in tutto il mondo. È in grado di fornire una ricca quantità di dati. Per un approfondimento a proposito di questo strumento, considerato da tantissimi il miglior tool SEO al mondo, vi rimando a questo prezioso articolo del Blog TagliaErbe:

3. Google Keyword Planner

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Nessuno sul pianeta sa meglio di Google cosa ricerchino le persone.

Sapevate che potete ottenere idee e dati per le vostre parole chiave dallo stesso Google utilizzando lo strumento Google Keyword Planner?

Questo strumento gratuito è liberamente offerto agli inserzionisti di Google e tutti possono utilizzarlo. La sua funzione principale è di sottoporre agli inserzioni dati ed idee sulle keyword su cui puntare per l’avvio di campagne AdWords. Aiuta anche a scegliere le parole chiave mostrando una stima di:

  • Volume di ricerca
  • Numero di risultati
  • Livello di difficoltà

Come content marketerblogger, puoi utilizzare queste informazioni per trovare parole chiave di long, medium e short tail, parole affini o sinonimi di quelle che già usi, keyword con meno o con più concorrenza ecc… Tutti questi dati sono oro colato per la tua strategia SEO ed il tuo progetto web.

Per approfondire l’utilizzo del Google Keyword Planner rimando a questo articolo di sos-wordpress:

4. KeywordTool.io

keyword-tool

Keyword Tool è uno dei migliori strumenti gratuiti disponibili al momento per la ricerca di parole chiave. Consente di generare suggerimenti semplicemente digitando la parola di nostro interesse. Tali suggerimenti vengono raccolti direttamente dalla funzione di auto completamento di Google.

Questi risultati sono informazioni davvero preziose. L’autocompletamento di Google suggerisce parole chiave basate sulla loro frequenza di utilizzo. Questo significa che i primi risultati mostrati sono i termini più utilizzati su Google per risalire a quella specifica keyword.

Keyword Tool è incredibilmente veloce e, soprattutto, totalmente gratuito e fruibile. Potete utilizzarlo per ottimizzare i contenuti del vostro sito WordPress. Permette anche di ottenere suggerimenti per YouTube, Bing e App Store.

5. PageSpeed Insight

google-pagespeed

Anche questo è uno strumento messo a disposizione stesso da Google. Tra gli oltre 200 fattori di posizionamento che considera il motore di ricerca c’è la velocità di caricamento del sito.

Un sito lento è un sito non utile anche se al suo interno ci sono i migliori contenuti del mondo. Questo tool permette di verificare la pagespeed del proprio sito, comprovare se c’è da modificare qualcosa o se il sito è già ottimizzato in questo senso, e nel caso qualcosa non vada è Google stesso a suggerirti cosa fare e dove agire.

6. Moz ToolBar

moz-toolbar

E’ una estensione disponibile per Google Chrome e Firefox che ti permette di studiare alcune componenti di qualunque sito web con un semplice click. Tra gli elementi analizzabili ci sono:

7. Test di compatibilità con i dispositivi Mobile

Google-test-mobile

Era Aprile del 2015 quando Google introdusse il cosiddetto Mobilegeddon… tutti i siti web che non erano ottimizzati anche per la visita da smartphone e tablet sarebbero stati penalizzati nelle ricerche. Da quel momento in poi questo tool è diventato fondamentale! 

Basta inserire la URL e sarò stesso Google a dirti se il tuo sito è mobile friendly o meno. Non lo è? Allora è il caso di darsi da fare! Anche perché il mobile non è solo il futuro degli eCommerce e di ogni progetto web, ma è anche il presente! Qui condivido due articoli di questo blog che potrebbero chiarirvi le idee in tal senso:

8. Rel NoFollow Checkbox

rel-no-follow-checkbox

Quando linkate ad un sito esterno, tramite quel link fornite un po’ della vostra Domain Authority. Se volete evitarlo, potete aggiungergli la caratteristica nofollow.

Infatti, potreste anche creare solo link esterni nofollow in WordPress. Anche se potrebbe non essere una buona idea. Talvolta potreste voler fornire la caratteristica dofollow a dei link diretti verso siti davvero utili.

Rel NoFollow Checkbox è un plugin semplice di WordPress che aggiunge una casella al popup d’inserimento link nell’editor dei post di WordPress. Questo popup sarà già fornito di una casella che vi consentirà di aprire link in una nuova scheda. Tutte le volte che aggiungerete un link esterno potrete facilmente renderlo nofollow spuntando la checkbox.

Ovviamente tale strumento è utile solo nel caso in cui non masticate proprio nulla di html, infatti potete rendere no follow qualsiasi link dalla sezione “testo” dell’editor di ogni WordPress.

Conclusioni

Questa è solo l’inizio della lista di tool e plugin wordpress SEO online che dovresti assolutamente usare! Nel tempo ne aggiungerò ancora ed inoltre man mano che andrò avanti nel lavoro, ne conoscerò altri e sicuramente ne usciranno di nuovi. Questo articolo sarà mantenuto vivo ed aggiornato con tutte le news del settore.

Ora tocca a te! Conoscevi già i tool in questo articolo? o ne usi altri? se si quali? sarei ben felice di saperne di più per condividere idee e soprattutto esperienze. 

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Translator: Valerio Graziano

 

ottimizzazione-seo-wordpress

Guida all’ottimizzazione SEO in WordPress

Vincenzo Calicchio No Comments



In questa guida vedremo come ottimizzare il nostro sito WordPress in funzione SEO. Dove inserire le parole chiave, come migliorare i contenuti e come implementare le buone pratiche on page. In definitiva, scopriremo come strutturare il nostro wp in chiave SEO e ciò ci consentirà di porre solide basi per portare aventi il piano di posizionamento in Google. Come ci fa capire Julio Raga (l’autore originario del post) è infatti inutile, anzi direi deleterio, portare avanti una strategia senza aver posto le fondamenta…sarebbe come iniziare a costruire un palazzo senza la struttura in cemento armato.

Perché l’ottimizzazione SEO di WordPress?

Questa guida l’ho voluta adattare a WordPress perché è la piattaforma più diffusa al mondo per la creazione di siti web, però i metodi di cui parlo in questa guida sono adattabili a qualunque piattaforma.

Come vedrai, ottimizzare un sito web in funzione dei motori di ricerca ingloba anche tantissimi aspetti che potremmo definire come non strettamente SEO (almeno ciò che i più immaginano sia la SEO) che però saranno fondamentali ai fini del posizionamento. Ragion per cui è giusto affermare che sempre più migliorare il nostro sito equivale a migliorare la nostra SEO.

Ma prima di cominciare ad implementare i consigli che stai per leggere in questa guida mi preme dirti che, ancor prima di sviluppare una strategia SEO, è fondamentale studiare e seguire gli influencer del settore al fine di evitare sin dall’inizio gli errori più comuni magari esponendo direttamente alla rete le proprie domande ed i propri dubbi.

Possiamo ora proseguire alla Guida per la ottimizzazione di un sito WordPress.

Titolo del sito

Il primo aspetto da tenere in contro per Wp è il titolo che vogliamo dare al nostro sito. Lo facciamo dal pannello “Impostazioni generali“:

impostazioni-generali-wordpress

Pannello “Impostazioni Generali” di WordPress

E’ fondamentale inserire qui la keyword principale per la quale vogliamo posizionarci. In questo caso lo screenshot è preso dal nostro sito quindi noterete che la parola chiave è “Web Agency Salerno“. L’ideale sarebbe quello di inserire anche il brand anche perché suonerebbe più naturale. Per esempio quello della Coca Cola potrebbe essere “CocaCola, produttore di bevande“. E’ indifferente inserire prima la parola chiave o il brand, anche se secondo alcuni metter prima la parola chiave rafforzerebbe il potenziale di ricerca (ciò varrebbe anche per gli H1, H2 ecc…).

Perché è importante?

Perché facendo così faremmo si che il logo del nostro sito (quello che in questo sito trovate in alto a sinistra) tenga come attributo Alt la keyword principale e il brand. La presenza di questo logo con link praticamente in ogni pagina del sito darà alla parola chiave parecchia forza!

Posizionamento delle Parole Chiave

Come è noto, ancor prima di lavorare alla ottimizzazione SEO on page, dovremmo sapere su quali keyword dobbiamo lavorare per il nostro sito. Tali keyword devono essere uniche per ogni pagina, quindi la parola su cui ci concentriamo nella Home non sarà la stessa delle pagine di servizi o per esempio degli articoli del blog (ovvio!). Una strategia di keyword strutturata, lavora su parole chiave del settore tenendo presente il mercato, le query e le “spalma” nelle varie sezioni del sito.

Una volta che abbiamo le keyword dobbiamo quindi inserirle correttamente nelle loro pagine corrispondenti. In ogni pagina che vogliamo ottimizzare dovremmo inserirle in:

  • Title. Che coincide con il titolo che diamo alla pagina wp o all’articolo.
  • Meta description. Alcuni template hanno una sezione apposita nello stesso editor di scrittura, altrimenti viene preso di default l’inizio del testo.
  • H1, H2 H3. L’H1 coincide con il titolo ma potrai inserirne altri anche nel testo. Mentre la struttura degli h2 ed h3 dovrai costruirla contestualmente al contenuto.
  • Alt delle immagini. Ottimizza le proprietà anche delle immagini e soprattutto aggiungi il testo alt che è quello con cui Google capisce il contenuto di un contenuto multimediale.
  • URL. Modificabile con WordPress
  • Primo paragrafo. Ovvero la primissima parte del testo.
  • Contenuti. Varie volte, e senza strafare. E’ fondamentale infatti scrivere testi diretti alle persone non ai bot, anche e soprattutto per non essere penalizzato per keyword stuffing.
attributo-alt-immagini

Dove inserire l’attributo Alt delle immagini

Trucco: Per modificare le sezioni non modificabili direttamente con wp ti consiglio il plugin WordPress SEO by Yoast, che ti darà un grande aiuto per svolgere correttamente i “compiti”. Ma attenzione il semaforo verde di Yoast non è un buon indicatore SEO (se non sai di cosa sto parlando ti consiglio di provare il plugin!). Qui sotto l’esempio dell’utilizzo di Yoast per un articolo di questo blog.

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Come ottimizzare una pagina con Yoast

Keyword relazionate, sinonimi e varianti

Se vuoi sviluppare una strategia davvero efficace ti consiglio di utilizzare nei contenuti anche parole chiave relazionate, sinonimi e varianti della keyword principale. Per esempio, se stiamo ottimizzando una pagina per la parola chiave “giacca da uomo” ci converrà inserire anche parole come “giacca da uomo sportiva“, “giacca da uomo zara” ecc…

Le parole chiave relazionate potremmo prenderle direttamente dai suggerimenti di Google o usare tool online appositi come keywordtool.io

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Keyword relazionate di “Giacca da uomo” con Google.it

 

keyword-relazionate

Keyword relazionate di “Giacca da uomo” con keywordtool.io

Per quanto riguarda quindi le parole relazionate, l’ideale sarebbe inserirle anche nei tag h2 ed h3. Per esempio si potrebbe creare un paragrafo dedicato a “giacche da uomo sportive” o “giacche da uomo a quadri” ovviamente contestualizzando il tutto col contenuto del testo.

Ottimizzazione dei contenuti

Ora che abbiamo reso chiaro ai motori di ricerca l’argomento della nostra pagina, è ora di ottimizzare i contenuti. Sarà importante farlo non solo in funzione dei bot ma soprattutto in funzione degli utenti!

Ad ogni aggiornamento dell’algoritmo è sempre più importante nel fare SEO l’esperienza dei visitatori, quindi nostro obiettivo sarà quello di creare interesse al fine di aumentare il tempo di permanenza sul sito e diminuire il tasso di rimbalzo.

Per cui fondamentale è creare valore con contenuti di qualità. E ciò vuol dire non solo contenuti lunghi (anche se la lunghezza del testo è un sintomo della qualità) ma anche contenuti che generano determinati comportamenti dell’utente, siano testi, immagini, video o qualsiasi altra tipologia di informazioni si tratti.

Fai in modo che i tuoi contenuti rispondano ai seguenti requisiti:

Rispondi a domande

Quando stiamo cercando qualcosa in internet in realtà ci stiamo ponendo delle domande. Ciò che dobbiamo fare è immedesimarci nei nostri visitatori e rispondere con i nostri contenuti a queste domande. Per esempio se stiamo posizionando il sito di un idraulico, sarebbe utilissimo rispondere a domande riguardanti:

  • Orari di attività
  • Tariffe (magari comprese d’imposte)
  • Telefono ed ogni riferimento dell’attività
  • Indicazioni geografiche (se sono di Salerno non mi sarà molto utile chiamare un idraulico di Pordenone)

Fai attenzione al Copywriting

  • Facilita la vita di chi ti legge
  • Evita paragrafi lunghi e monotoni
  • Usa colori, corsivi, grassetti e testi sottolineati
  • Usa immagini e video laddove possibile
  • Usa liste numeriche e puntate

Fai attenzione al Meta title e alla Meta description

Sono gli unici contenuti che l’utente vede dalle pagine dei motori di ricerca e quindi sono la tua unica arma per convincerli che le tue informazioni sono più utili di quelle dello snippet di sopra (o di sotto). Compilali rendendoti attraente ed inserisci una call to action tentando di rispondere a specifiche domande.

Una buona idea è quella di osservare gli stessi risultati in SERP dei concorrenti. Fai una ricerca per la tua keyword specifica e “lasciati ispirare”…ma non fare mai copia-incolla dei testi altrui! Infatti oltre ad essere poco professionale e poco giusto, è una pratica che Google depreca.

Inserisci il testo Alt per tutte le immagini 

Come ho già ripetuto prima, questo è l’unico modo che ha Google per capire il contenuto di una immagine.

Usa i Tag H1, H2 ed H3 correttamente

I tag H1, H2, H3 devono usarsi correttamente per organizzare strutturalmente i contenuti, e non solo per ragioni estetiche. Servono infatti per organizzare i contenuti per paragrafi ed argomenti e pertanto devono avere una struttura logica. Per esempio, il primo da inserire dovrebbe essere un h1, all’interno del quale c’è un h2, in cui inserire poi gli h3 e così via. Non dobbiamo fare dei salti in questa struttura per esempio ponendo un h4 dopo un h2 senza alcun h3 di mezzo.

Un ottimo strumento per analizzare e studiare la struttura di testi onlone è browseo.net

Crea Link esterni

Fai in modo che i tuoi contenuti siano collegati con siti esterni (magari affermati ed autorevoli) che amplino ed apportino maggiori informazioni ed approfondimenti ai tuoi testi. Non creare link solo per creare link, fallo non solo contestualizzando il tutto, ma anche con l’intento di apportare reale valore per i tuoi utenti.

Fatti Social

Aggiungi (assolutamente!) i bottoni di share nei Social Network e targettizza la condivisione a seconda del Social con Yoast che ti permette di cambiare descrizione, titolo ed immagine a seconda di dove viene condiviso il post. I bottoni di condivisione di questo blog vengono dal plug in Shareaholic che consiglio vivamente.

yoast-seo-social

La sezione di Yoast SEO in cui ottimizzare la condivisione nei Social Network

Fai in modo che il visitatore prosegua navigando nel tuo sito 

Una maniera di far si che l’utente continui a “consumare” i contenuti del tuo blog è quello di creare link interni verso altre pagine/articoli relazionati. Ciò lo puoi fare in due modi:

Consiglio Video

Sempre a proposito di ottimizzazione SEO di Wp ho trovato molto utile questo video che vi raccomando. Sono 12 minuti in cui potrete avere qualche approfondimento in più e soprattutto in cui potrete vedere materialmente come metter mano ai vari elementi di cui parlo in questo articolo.

Conclusioni

Bene, se segui tutto ciò che è scritto in questa guida di ottimizzazione SEO in Wordpess avrai posto delle solide basi sui cui lavorare alla strategia per la tua attività. Ma prima di concludere voglio lasciare un ultimo consiglio: sii sempre onesto ed umano!

Mi spiego meglio. Quello che voglio dire è di non forzare nulla, non inserire per esempio keyword o sinonimi solo per “fare numero”, non inserire un testo Alt solo perché ha un alto tasso di ricerca. Probabilmente inizialmente non riuscirai a seguire tutte le indicazioni di questa guida, però è sempre preferibile apparire onesto e soprattutto naturale.

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user experience seo

User Experience: 7 consigli per migliorare la tua SEO

Vincenzo Calicchio No Comments



La User experience è uno dei fattori chiave del business da sempre, ma ora nelle attività online lo è ancor di più in quanto ci sono molti più fattori considerare. E’ evidente che tutti vogliamo avere una ottima esperienza quando andiamo al ristorante, al cinema o dal barbiere e lo stesso ovviamente vale anche per i siti Internet.

Per questa ragione ho deciso di tradurre e completare con alcune considerazioni questo articolo di Marketing para fotografos, e condividere alcune idee fondamentali a proposito di esperienza dell’utente che potranno esserti molto utili per migliorare il posizionamento SEO del tuo sito e quindi le vendite.

Ma prima forse questo video può chiarirvi ancor di più il concetto di Esperienza Utente.

User Experience Offline: in cosa consiste?

Potemmo definire come “Esperienza utente” tutte quelle cose come sensazioni, azioni ecc…che percepisce il cliente dalla prima volta che entra in contatto con un brand fino a che non termina la sua relazione (commerciale) con questo.

In questo modo, quando una persona cammina per la strada e vede i colori e la vetrina del tuo negozio entra per la prima volta in contatto con la tua attività, tenendo di fatto la sua prima esperienza come utente con il tuo brand. Il modo in cui ti percepisce questa prima volta, non solo in quanto te stesso ma anche il relazione con le attività vicine, determina un primo giudizio su di te,la tua professionalità ed il tuo Lavoro. In questo primo approccio l’utente si fa un idea a proposito di:

  • Se sei caro o economico
  • Se sei moderno o classico
  • Se ti rivolgi ad un pubblico giovanile o meno.
  • Ecc…

Il cliente ha cominciato a conoscerti e si è fatto un idea di te, senza conoscerti minimamente. Una volta entrato nel negozio poi avrà un impressione più dettagliata che confermerà (o meno) la sua prima impressione.

Nel caso in cui l’esperienza utente che offri non sia corretta, ovvero se non gli dai ciò che effettivamente si aspetta, potresti perdere clienti. Ma bada bene, la user experience va ottimizzata non per un cliente generico, bensì per il tuo cliente ideale.

L’esperienza dell’utente è il tuo primo agente commerciale, il tuo primo venditore, il tuo primo generatore di “lead” e sarà super utile per attrarre i tuoi clienti ideali. Ci avevi mai pensato? Credi che la tua attività compie tali obiettivi? O cambieresti qualcosa? Da ora in avanti dovrai far caso a queste cose sia se hai già un business avviato sia se stai ancora pensando di avviarlo.

Supponi che un pedone generico decida di entrare nel tuo negozio. Cosa farà inizialmente? Non lo immagini? Beh sicuramente noterà l’ambiente circostante, se fa caldo o fresco, se è comodo o no, ma (a questo non ci avevi mai pensato) soprattutto noterà l’odore del tuo negozio. Si, sembra strano ma è uno dei fattori di maggiore impatto, tant’è vero che se non c’hai mai fatto caso tutti i McDonalds hanno lo stesso odore!

Ciò che ho detto fin’ora è solo per fare un esempio di esperienza utente. Ma ci sono tantissimi altri elementi che potresti curare. Attrai il tuo cliente e fallo innamorare della tua attività!

User Experience Online: la nuova SEO

L’ottimizzazione dell’esperienza utente online si conosce come UXO (User Experience Optimization) e consiste nel mettere in pratica tutte quelle azioni che permettono di migliorare l’esperienza di coloro che arrivano sul nostro sito. Così come l’esperienza utente offline ha i suoi benefici che ho spiegato prima…che benefici ha per il nostro business una buona esperienza online?

Prima di addentrarci in tali benefici dobbiamo anzitutto definire cosa o che parametri di user experience siano identificabili e soprattutto misurabili. Ricorda, nel mondo online tutto ha bisogno di essere misurato al fine di poter migliorare costantemente (ed alla luce di dati reali) ogni nostra azione.

Ecco alcuni errori SEO e di usabilità che creano danni all’esperienza degli utenti sul nostro sito:

  • La velocità del sito: se il sito carica lentamente è molto probabile che l’utente vada via.
  • La facilità di navigazione: se chi arriva sul sito non trova facilmente ciò che cerca o si sente “sperduto”, finirà per chiudere la pagina.
  • Elementi intrusivi della privacy: come la musica automatica che la stragrande maggioranza delle volta non ha altro effetto che dar fastidio.
  • Titoli di pagine ed articoli poco accattivanti: se un titolo è noioso riceverà meno visite e le informazioni che contiene saranno perse. Non è la stessa cosa leggere “Idee per matrimoni” e “10 idee originali affinché il tuo matrimonio sia davvero speciale”. Il secondo attrae molto di più!
  • La facilità per l’utente di trovare il contenuto che cerca: tanto per fare un esempio, se il visitatore sta cercando informazioni su un determinato tema sicuramente un solo articolo non basterà a soddisfare tutti i suoi dubbi, ragion per cui se inserisci link di contenuti correlati sicuramente faciliterai la sua ricerca.

Tale lista non pretende di essere unica e completa, sicuramente ci sono molti più elementi ma questi sono quelli secondo me più importanti in quanto non solo riguardano l’utente ma anche lo stesso motore di ricerca. Infatti Google tiene in conto questi fattori per posizionare meglio i contenuti in SERP. Lo sapevi?

Vediamo ora come questi fattori si riflettono sulla SEO.

Titolo dell’articolo o della Pagina

Uno dei fattori che Google tiene in conto per il posizionamento SEO è la qualità dei contenuti ed al fine di misurarla un elemento importante è la qualità del titolo. Un articolo di un blog con un titolo cattivo e noioso potrebbe essere ben posizionato per keyword eccellenti però dagli utenti potrebbe essere percepito come invisibile e così facendo nessuno ci clickerà. Il risultato? Tale contenuto sarà mostrato molte volte però avrà un bassissimo tasso di click a causa della cattiva gestione del titolo, ragion per cui avrà un CTR molto basso. Il CTR è la percentuale che c’è tra le volte in cui un contenuto è mostrato e quelle in cui è clickato.

Un CTR basso è sintomo di bassa qualità e quindi porta ad un peggior posizionamento in Google. Contrariamente a quanto accade per contenuti che hanno un alto CTR. Per controllare i dati riferiti al tuo sito puoi usare il Google Search Console.

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Esempio di percentuale Click/Impression da Google Search Console

Velocità del sito (Pagespeed)

Il tuo articolo è di qualità ed il titolo e molto accattivante tanto che è in prima posizione di Google…però la pagina è lenta a caricare, tanto che tantissime persone non riescono a leggere il contenuto e chiudono presto la finestra. É quanto potrebbe accadere ai siti con una lenta velocità di caricamento.

Questo è uno dei fattori fondamentali per Google, tant’è vero che se se ne accorge ti penalizzerà sbattendoti in coda. Google infatti premia solo i risultati utili ed un contenuto che non carica, per quanto è scritto bene, non è un contenuto utile.

Puoi misurare il Pagespeed del tuo sito con questo strumento messo a disposizione stesso da Google.

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Analisi Pagespeed di Google.com

Come migliorare il Pagespeed? Tanto per fare un esempio, se il tuo sito è in wordpress sai che i plugin hanno un peso? Hai mai provato a contare quelli scaricati ed attivi? O anche, hai mai ottimizzato il peso delle immagini?

La qualità dei contenuti

Tempo di permanenza nel sito

Ovvero un contenuto è di qualità se è letto per intero, fino alla fine. Se arrivi sul contenuto ma nel momento in cui cominci a leggere ti accorgi che non è l’informazione che stavi cercando o anche che il contenuto è fatto male e non risponde alle tue domande, senza dubbio andrai via dal sito senza finire di leggere. Il concetto di tempo di permanenza va ovviamente di pari passo con quello di Tasso di rimbalzo, ovvero la percentuale di coloro che entrano nel sito e vanno via senza aver aperto altra pagina, quindi senza aver approfondito i contenuti.

Google sa che una visita molto breve è un segnale di contenuti di cattiva qualità o di contenuti non ben relazionati con il titolo. Ragion per cui se tanti visitatori hanno lo stesso comportamento, per Google è un forte segnale che la pagina non merita di stare in prima pagina e quindi va declassata.

Di contro se un contenuto è oggetto di una lettura attenta, ovvero se la maggior parte dei visitanti passano molto tempo sul sito sfogliando più pagine, vorrà dire che crea attenzione degli utenti, risponde alle domande ed è effettivamente di qualità. Tale tipologia di contenuti sarà premiata!

Segnali Sociali

La qualità dei contenuti di un sito si misura anche con altri parametri che vanno al di là del tempo di permanenza e del tasso di rimbalzo. Altrettanto rilevanti sono anche gli indicatori “Social” come i commenti nel blog, il numero di volte in cui il contenuto è condiviso, il numero delle menzioni e la quantità (e la qualità) dei backlink.

Tali segnali danno a Google informazioni a proposito della qualità dei contenuti, un articolo non interessante oltre ad avere un alto tasso di rimbalzo, avrà anche pochissimi commenti e condivisioni (se non anche pari a zero). I commenti apportano effettivamente valore ai contenuti, generano un dibattito e fanno si che il sito sia vivo. Ad ogni commento migliorerà la nostra reputazione!

Il premere il pulsante di share altrettanto è un segnale di qualità, nessuno condividerebbe un articolo pessimo! Lo share di un articolo di un blog è un doppio atto di generosità, per primo con la tua rete di contatti in quanto diffondi valore, per secondo nei confronti dell’autore in quanto finisci per premiare la qualità che è stato capace di creare.

Ragion per cui se trovate utile questo articolo vi invito a condividere e commentare!

Usabilità con i contenuti relazionati

Se alla fine della lettura hai come saltare facilmente da un contenuto ad un altro relazionato vuol dire che chi scrive starà facilitando la tua visita con l’obiettivo di farti passare più tempo nel sito, di farti leggere più contenuti e soprattutto di migliorare la tua esperienza utente.

Google vedrà tale tuo comportamento come un segnale che i contenuti che stai leggendo sono effettivamente di valore giacché l’intero blog in se crea interesse.

Come migliorare i segnali che riceve Google dal nostro Sito Web

Tutti questi consigli miglioreranno il posizionamento del tuo sito, ragion per cui prendi nota.

  1. Migliora il Pagespeed, ciò migliorerà il tuo tasso di rimbalzo.
  2. Scrivi titoli accattivanti che incitano alla lettura e che soprattutto siano relazionati al contenuto, ciò migliorerà il tuo CTR.
  3. Crea contenuti di qualità, originali e lunghi, includi anche contenuti multimediali. Ciò farà si che le visite durino più tempo, migliorerà il tasso di rimbalzo e la durata media delle sessioni.
  4. Crea link nei contenuti non solo verso siti esterni ma anche verso pagine interne. Ciò aumenterà il tempo di permanenza e faciliterà che le visite durino più di una pagina.
  5. Facilita, anzi provoca commenti, così facendo aumenterai i tuoi segnali sociali e manterrai il tuo sito vivo e partecipato.
  6. Fai lo stesso anche per le condivisioni.
  7. Aggiungi contenuti relazionati alla fine degli articoli, magari facendoti aiutare da alcuni appositi Plugin.

Solo con queste azioni riusciremo a migliorare la user experience del nostro sito, miglioreremo la nostra reputazione, l’autorità del nostro dominio (qui alcuni consigli su come aumentare questo fattore specifico) e ciò migliorerà il nostro posizionamento SEO.

Conclusioni

Come vedi potremmo fare moltissime cose per migliorare le nostre vendite, dall’odore del nostro negozio a modifiche al sito web, fino ad aumentare l’engagement dei social. Il segreto, se non si fosse ancora capito, sta in un unico ma fondamentale fattore: il creare e condividere Valore!

Ora tocca a te. Come gestisci questi elementi nel tuo sito? Credi che hai bisogno di modificare qualcosa? Se si, cosa? Hai delle domande sulla SEO che vuoi condividere? Commenta le tue impressioni e la tua esperienza, così facendo migliorerai non solo la reputazione di questo sito ma anche la qualità dei suoi contenuti.

Ah…Naturalmente non dimenticare di Condividere!!

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domande sulla seo

Le Domande sulla SEO più frequenti e le relative risposte

Vincenzo Calicchio No Comments



Spesso e volentieri mi capita di ricevere domande sulla SEO ragion per cui ho deciso di includere le più frequenti in quest’articolo (non perché mi annoi rispondere ma perché sono un buono spunto per informarsi).

Se vedi che alla fine del testo ti resta ancora qualche domanda, non preoccuparti e commenta liberamente. Lascia pure le tue domande sulla SEO e le pubblicherò man mano all’articolo. Desidero che questo post sia vivo e che si aggiungano nel tempo tantissimi dubbi a proposito di SEO. Ovviamente ad ogni domanda sarà data relativa risposta. Qual’è l’obiettivo di questo post? Evitare i più comuni errori SEO.

Sei dei nostri? Eccoci…

Le più frequenti domande sulla SEO relative ai concetti

La prima cosa da fare è render chiaro i concetti base per non confonderci sin da subito.

1. Che cos’è la SEO

Una delle domande più frequenti sull’ottimizzazione per i motori di ricerca è proprio in riferimento al suo significato. SEO è l’abbreviazione di Search Engine Optimization, che equivale a tutte quelle tecniche di ottimizzazione dei nostri siti web affinché risulti tra i primi risultati nei motori di ricerca come Google, Bing, Yahoo ecc…

In linea generale si tratta di sapere come i motori organizzano le informazioni, sapere a cosa danno rilevanza e scrivere i nostri contenuti in modo che Google (essenzialmente solo di G si tratta) gli dia rilevanza ed appaiano tra i primi siti per le ricerche di parole di nostra competenza.

2. Si possono pagare i Motori di Ricerca per apparire in prima pagina?

NO, un secco no. Anzi ti dirò di più, chiunque ti assicuri un buon posizionamento è un truffatore e chiunque ti dica di avere contatti in Google (è capitato a clienti di essere chiamati da sedicenti “Amici di Google”)  lo è ancor di più. Nessuno può dirti che se paghi Google sarai in prima pagina. Se fosse così l’unico risultato sarebbe una battaglia economica per essere primi ma senza dubbio finirebbero per essere visibili non i risultati migliori, mentre l’algoritmo di Google si evolve sempre più per dare le migliori risposte alle domande degli utenti.

Quindi se i Motori di Ricerca hanno avuto successo è proprio perché offrono risultati che sono utili agli utenti senza tener conto del peso economico delle attività che stanno dietro il risultato della ricerca. Così chiunque può apparire come primo su Google, l’unico requisito è convincerlo che i tuoi contenuti siano effettivamente utili e di qualità.

3. Gli annunci pubblicitari che appaiono in Google sono SEO?

No. Questo è una domanda sulla SEO che mi viene posta tantissime volte. Gli annunci su Google (il servizio si chiama Google AdWords) sono conosciuti come SEM, ovvero Search Engine Marketing o Marketing dei Motori di Ricerca.

I motori di ricerca si riservano uno spazio per la pubblicità a pagamento, ed è ciò di cui vivono (per la maggior parte) giacché per gli utenti ricercare su Google è gratuito. Ovviamente anche i risultati a pagamento hanno delle proprie regole e delle proprie modalità di ottimizzazione e gestione.

Naturalmente se paghi, e lo fai bene, puoi essere presente nella parte degli annunci (sebbene apparire non è immediato ma è conseguente ad un meccanismo di asta) anche se non sei tra i risultati organici…e viceversa.

4. Per fare SEO ho bisogno di un programmatore o di un sito speciale?

No. In tutti siti web si può fare SEO e non hai bisogno di sapere nulla di codice (anche se un po di html non farebbe male), basta conoscere il funzionamento dei Motori di Ricerca e fare di conseguenza. E soprattutto basta conoscere WordPress, che non a caso è il CMS più usato al mondo.

5. Che cos’è una keyword?

Una keyword è una parola chiave per il posizionamento. E’ un concetto, espresso in una parola o frase, che serve per descrivere il contenuto tematico basico e centrale di una pagina o di un intero sito web.

6. Tutte le keyword sono uguali?

No. Essenzialmente ci sono diverse tipologie di keyword:

Keyword di Brand: sono quelle che posizionano il nostro brand direttamente affinché appaia quando è cercato direttamente nei motori di ricerca.  (Per esempio quando si cerca “Barilla” deve apparire il sito della Barilla)

Keyword di contenuti: sono quelle che posizionano il nostro sito quando è trovato in riferimento ai contenuti di cui parla. (In questo caso Barilla dovrebbe apparire per keyword come “pasta italiana” o “pasta integrale” oppure “migliore pasta italiana” ecc….)

Per quanto riguarda questa prima differenziazione dobbiamo posizionare il nostro sito per entrambe le tipologie in maniera costante. Poi c’è una seconda differenziazione:

Keyword a basso contenuto di ricerca: ovvero keyword poco ricercate, le cosiddette keyword di long tail, per le quali è più facile posizionarsi.

Keyword ad alto contenuto di ricerca: quelle invece super cercate, per le quali c’è più concorrenza ed è quindi più difficile posizionarsi.

7. Quindi che cos’è una keyword Long Tail

Le keyword generiche si contrappongono a quelle Long Tail per la quantità di risultati che offre il motore di ricerca oltre che per la quantità di ricerche effettuate dagli utenti.

Tanto per fare un esempio “caffè” è una keyword generica, super cercata e che offre milioni di risultati in Google, contrariamente a quanto accade con “caffè macchiato con crema di nocciole”.

Le keyword long tail però hanno il grande vantaggio di corrispondere ad un utente web già super targettizzato, che già sa ciò che cerca e ciò di cui ha bisogno, ragion per cui è molto più predisposto a trasformarsi in cliente. Quindi le long tail hanno un tasso di conversione più alto rispetto a quelle generiche, ciò fa si che per i SEO sia più conveniente posizionarsi per tali tipologie di parole, a meno che l’obiettivo del sito non sia solo quello di fare branding.

Domande frequenti sulla SEO per la sua implementazione

Ok, queste domande sulla SEO in riferimento ai concetti penso possano bastare. Ora, come faccio SEO in pratica?

8. Come cerco le keyword giuste per il mio sito?

Questa è probabilmente una delle fasi più delicate. Per cominciare puoi analizzare i tuoi concorrenti, ovvero coloro che sono in prima pagina per i concetti per i quali vuoi posizionarti.

Un ottimo strumenti di analisi di keyword di altri siti web è il Google Keyword Planner. Andando in “Trova nuove parole chiave e ottieni i dati relativi al volume di ricerca” poi “Cerca nuove parole chiave utilizzando una frase, un sito web o una categoria”.

analisi concorrenza google keyword planner

Analisi concorrenza in Google keyword planner

Ed inserendo il sito che vuoi analizzare nella sezione “La tua pagina di destinazione”. Google ti darà risultati come il seguente.

analisi competitor google

Analisi Barilla.it con Google Keyword Planner

Osserva quindi quali sono le keyword che portano traffico a questi siti e prova con le stesse. Se a loro portano traffico significa che c’è gente che ricerca per queste parole chiave.

Però ovviamente per posizionarti in prima pagina dovrai farlo meglio dei tuoi concorrenti. Cosa vuol dire meglio? Tralasciando ogni tecnicismo essenzialmente dovrai fare contenuti di maggiore qualità e che apportino maggior valore agli utenti.

9. Come organizzo le keyword? Le metto tutte insieme nella stessa pagina?

Non devi assolutamente metterle tutte nello stesso posto! Così facendo sarai passibile di penalizzazione per keyword stuffing. Si tratta di fare esattamente il contrario. Devi gerarghizzarle ed organizzarle come i titoli dei capitoli di un libro ed assegnare a ciascuna pagina una parola chiave o un gruppo di parole chiavi della stessa famiglia.

Il motivo di ciò sta nel facilitare al Motore di Ricerca il lavoro di organizzazione e classificazione delle tue pagine web. Ragion per cui se sei uno di quelli che inseriscono in ogni pagina del tuo sito le keyword principali come per esempio “pizzeria salerno” o “pizzeria pulcinella salerno” non stai lavorando per il tuo posizionamento ma per la tua penalizzazione!

Questa tipologia di parole chiave non devono assolutamente essere per tutto il sito ma solo nella home. Il resto delle keyword, quelle long tail, devono essere “spalmate omogeneamente” per il resto delle pagine.

10. Come scelgo la keyword principale di una pagina?

La keyword principale di una pagina si distingue dalle parole “normali” in quanto devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • Deve apparire nel titolo della pagina sebbene accompagnata da altre parole. Per esempio se stiamo lavorando per una trattoria di Ariccia potremmo creare un contenuto del tipo “I 10 migliori ristoranti dove mangiare la porchetta ad Ariccia
  • Deve apparire nella URL della pagina. Per esempio: …/10.migliori-posti-dove-mangiare-la-porchetta-ad-ariccia”
  • Deve apparire nella meta description della pagina (niente paura con WordPress puoi gestire queste cose facilmente). Per esempio: “Tutti l’abbiamo sentita nominare almeno una volta ma probabilmente in pochi abbiamo mangiato quella vera. Ragion per cui se sei dalle parti di Ariccia ecco i migliori 10 posti in cui mangiare la porchetta
  • Deve apparire nel primo paragrafo del testo.
  • Deve apparire nel testo ALT delle immagini che includiamo in ciascuna pagina (anche in questo caso niente paura, WordPress è con noi). Il testo ALT è il modo in cui i motori di ricerca riconoscono cosa rappresenta una immagine, quindi è fondamentale non lasciare voto questo campo.
  • Deve apparire nei titolo <h2> o <h3>. Una domanda sulla SEO molto frequente è proprio “Come si fa ciò?”. Ovviamente è molto semplice ed anche in questo caso WordPress ci viene in salvo. E’ infatti facilmente intuibile dall’editor dei testi in cui, tra le altre cose, possiamo assegnare titoli dall’1 al 6 che corrispondono ad <h1>…<h6>. I titoli sono utilissimi per dare una struttura al testo e piacciono molto a Google. Vuoi un esempio di testo scritto strutturato con titoli? Ovviamente anche questo testo lo è, ho usato <h2> per titoli generici e <h3> per le domande specifiche.

    come modificare i titoli in WordPress

    Come modificare i titoli in WordPress

  • Deve apparire varie volte nel testo ma anche in questo caso attenzione al keyword stuffing! Infatti un vero testo di valore è scritto in funzione delle persone e non dei motori di ricerca. Per esempio ti sarai accorto che la keyword di questo testo è “domande sulla SEO” che ho ripetuto nel testo 5 volte.

11. Ho ottimizzato il sito in base alle keyword, ora vado in prima pagina?

No. O almeno ti posizionerai solo nel caso in cui per le tue keyword c’è una bassissima concorrenza (ma in tal caso neanche è detto). Occuparsi di SEO non vuol dire ottimizzare una tantum, il percorso è molto più completo e complicato, dovrai occuparti anche di tanti altri elementi come l’usabilità del sito, la velocità, la compatibilità mobile, la Link Building ecc…all’intero di questi elementi poi ci sono ancora tanti altri fattori da tenere a mente e curare giorno dopo giorno come per esempio questi sulla link building.

Domande frequenti sulla SEO: aggiungi la tua!

12. Domanda di Luca Bartolini

Quale strumento è possibile utilizzare per fare un’analisi del sito e valutare il suo posizionamento in merito a kw stabilite preventivamente per cui si intende posizionarsi? So che i risultati della SERP sono influenzati dall’essere loggato in Chrome, dalla cronologia delle ricerche, e dalla cache, quindi mi chiedevo se esisteva un tool per capire il reale posizionamento del sito senza essere influenzato da tali fattori.

Solitamente le alternative sono:
– Puoi fare ricerche in incognito con Chrome
– Puoi filtrare la query per “strumenti di ricerca” inserendo la località che ti interessa
– Puoi usare http://cuterank.net/
– Puoi usare https://www.epicbrowser.com/
– Usare http://www.seoutility.com/it/tools/google/posizionamento_su_google.aspx
– Utilizzare tool pay come SEMrush

13. Domanda di Luca Bartolini

Se un’impresa orientata ai mercati esteri, ed in essi le ricerche principali la fanno da padrona altri mdr come Yandex, Baidu o Yahoo! Japan, come dovrebbe muoversi l’impresa per posizionarsi? 

Si l’ottimizzazione SEO va fatta in funzione del prodotto, il suo mercato ed i tassi di utilizzo nei mercati dei vari motori di ricerca. Per esempio in Russia la maggiore quota di mercato è di Yandex mentre in Cina a farla da padrone e Baidu, in questi paesi è praticamente d’obbligo ottimizzare per questi motori di ricerca. Personalmente non mi sono mai trovato a lavorare in questi mercati ma ti condivido due articoli di alcuni tra i migliori professionisti italiani in tema SEO:
http://blog.tagliaerbe.com/2014/02/come-fare-seo-in-russia.html (Blog TagliaErbe su Yandex)
http://www.studiosamo.it/seo/seo-su-baidu/ (Studio Samo su baidu)

Ritengo siano due ottimi contenuti per cominciare ad approfondire l’argomento.


Ora tocca a te. Che dubbi hai sulla SEO? Qualche domanda che non è in questo articolo? Ti è tutto chiaro ora o ancora ci sono concetti oscuri? Commenta i tuoi dubbi e gli daremo risposta!

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siti wordpress più famosi al mondo

I più famosi siti Web al mondo sviluppati con WordPress

Vincenzo Calicchio No Comments



Quando ci viene commissionato un sito web, i clienti tendono sempre a domandarci se WordPress abbia il potenziale sufficiente per fare del loro sito un grande sito. Oggi ti dimostrerò che si (assolutamente si!) se wordpress è il più famoso CMS al mondo un motivo ci sarà. Come farò a dimostrartelo? Semplicemente mostrandoti alcuni dei siti web super famosi sviluppati proprio con WordPress.

Le persone non conoscono a fondo questo CMS Open Source e non ne vedono le enormi possibilità che questo nasconde. WordPress permette di sviluppare progetti web tutt’altro che basilari!

Vuoi sviluppare un sito per un hotel? Con wordpress puoi farlo!

Vuoi sviluppare un sito di un evento dove si possono comprare i biglietti? Con wordpress questo è possibile!

Hai bisogno di un sito dove condividere eventi? Anche questo è possibile farlo con wordpress.

Perché creare siti web con WordPress?

Prima wordpress era destinato unicamente a creare blog, sia personali che professionali, però grazie alla community ed agli sviluppatori propri di wp attualmente è possibile creare quasi ogni tipologia di portale.

Ogni programmatore, secondo me, dovrebbe fare ogni volta un piccolo esame di coscienza e valutare se per ogni progetto non sia il caso di sviluppare in WordPress (so che in tanti si arrabbieranno per questa affermazione). Ma ci sono anche casi in cui accade il contrario ed è più conveniente optare per la creazione di siti in altre piattaforme, non perché in WordPress non si possa fare ma unicamente per ragioni di usabilità. Tanto per fare un esempio: non è la stessa cosa creare un e-commerce con un catalogo vasto in WordPress che in Magento o Prestashop, e ciò benché possiamo contare su sua maestà il plug in WooCommerce.

Nel corso degli anni questo cms è diventato una piattaforma flessibile, rapida ed in cui si può risolvere ogni tipo di problematica e creare ogni tipo di progetto grazie ai suoi plug in ed i suoi template.

Come dimostrare che WordPress fa per te

Personalmente ritengo che la cosa più utile in questi casi sia mostrare esempi concreti, ragion per cui per togliere ogni dubbio (quanto a voi quanto ai clienti) condivido alcuni tra i siti web al mondo più famosi sviluppati propri in wordpress. Già mi è successo in passato di vedere le persone veramente meravigliate di questi siti e ciò mi lascia pensare che gran parte del potenziale di questo strumento non è arrivato ancora alle persone (almeno qui da noi nel bel paese).

Siti web famosi creati con wordpress

Ecco una lista solo di alcuni dei siti web più famosi al mondo sviluppati con questo cms.

Techcrunch

siti famosi wordpress

Techcrunch è il blog per eccellenza sull’imprenditorialità, le startup, i prodotti tecnologici e i siti web di ogni tipo. Vero e proprio punto di riferimento per tutti gli startupper del mondo, non solo quelli della Silicon valley. Fondato nel 2005 da Michael Arrington, è tra i siti più famosi al mondo ed attualmente registra oltre 6 milioni di follower sui social network.

Sony Music

siti wordpress famosi

Tutto il mondo conosce la Sony per i suoi prodotti tecnologici però, ciò che le persone non sanno è che può contare anche su una casa discografica tutt’altro che piccola, la Sony Music (o SME). E’ considerata la terza compagnia discografica del mondo e tra le sue etichette ci sono compagnie come Columbia, RCA ecc…

Dallas Mavericks

wordpress siti famosi

Gli appassionati di NBA conosceranno sicuramente la questa squadra vincitrice del prestigioso torneo nel 2011 ed in cui giocano giocatori del calibro di Dirk Nowitzky, Juan Josè Barea, Devin Harrism Chandler Parsons ecc… In questo sito sviluppato con WordPress si può vedere il calendario delle partite, tutte le ultime notizie, le informazioni sui giocatori, video, foto ed uno shop online in cui acquistare i gadget della squadra.

Beyoncé

siti web famosi wordpress

Ovviamente tutti sappiamo chi è Beyoncé. Ex Destiny’s Child è poi diventata tra le maggiori cantanti del pop a livello mondiale. Questo portento di donna ogni anno gira il mondo per concerti avendo sempre con se il favore della critica e del grande pubblico.

The Rolling Stones

siti web famosi wordpress

Anche lor maestà i Rolling Stones hanno il sito sviluppato con WordPress! La band più famosa al mondo e tra le più longeve della storia lo usa per condividere concerti, notizie ed ogni tipo di contenuto multimediale. Per i poco informati (semmai esistano) i Rolling Stones iniziarono la loro carriera nel 1962 e da allora sono ancora sulla cresta dell’onda (e penso ci resteranno per sempre!).

Mercedes Benz

siti web wordpress famosi

Le automobili Mercedes sono considerate le migliori al mondo per la loro affidabilità, stabilità e sicurezza. Nel loro sito sviluppato con WordPress è possibile informarsi su tutta la gamma di veicoli così come degli eventi che patrocinano, gli sport in cui competono ecc…

Altri siti web famosi sviluppati con WordPress:

Jay Z

siti web sviluppati con wordpress famosi

Blog di PlayStation

siti web famosi creati con wordpress

Matteo Renzi

famosi siti sviluppati con wordpress

Time

siti web famosi realizzati con wordpress

Ed ancora sono sviluppati in WordPress i siti di Usain Bolt, Sylvester Stallone ecc….

Il sito creato in WordPress che più mi ha sorpreso

Svezia

siti famosi sviluppati con wordpress

Se ancora avevate qualche dubbio sull’affidabilità di wordpress figuratevi che addirittura il governo della Svezia ha deciso di affidarsi al  questo cms. Molto probabilmente questo non accadrà mai in Italia (troppi interessi in un appalto di questo genere) però mi rende felice vedere come un governo decida di affidarsi ad una soluzione Open Source per il suo sito ufficiale. Un enorme complimenti quindi alla Svezia!

Come vedere se un sito web è sviluppato in WordPress

Se qualche volta siete curiosi e volete conferma di se un portale è sviluppato con questo cms o meno, esistono piattaforme come Is it wordpress che solo indicando una URL ti dicono se un sito è implementato in wp o meno.

Conclusioni

Sicuramente c’è da lavorare tanto ed abituare i clienti affinché non sottostimino questo tipo di piattaforme. Il web oramai è davvero a portata di tutti. Conoscete qualche altro sito famoso sviluppato in wordpress? Se si quale? Commentatelo e provvederò ad aggiornare l’articolo!

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assoluzione erri de luca

Assoluzione Erri De Luca: come ha reagito la Rete

Vincenzo Calicchio No Comments



Ne sono convinto, nelle ultime ore chiunque di voi abbia dato un occhiata nei Social ha notato che tutti (ma proprio tutti) hanno condiviso contenuti a proposito dell‘assoluzione di Erri De Luca in merito al processo per le sue dichiarazioni sulla TAV. Che si tratti di un articolo, una foto con citazione o una foto con Erri nel giro di pochi minuti tutti gli utenti della Rete hanno saputo la notizia. 

Sono molto incuriosito ogni qualvolta c’è un effetto di Marketing Virale ed amo studiare come la rete reagisce in merito a notizie di questo tipo, diciamoci la verità tutta Italia è stata ben felice di gridare al mondo la tanto attesa notizia e ciò ha finito per creare un effetto virale come pochi nella storia (del Bel Paese intendo).

Da buon appassionato di web e Social Media la prima cosa che ho fatto è utilizzare alcuni strumenti per verificare cosa (e come) è effettivamente successo. Ragion per cui vi condivido quest’analisi delle reazioni del Web.

Come ha reagito la Rete in merito all’assoluzione di Erri De Luca?

La prima cosa che ho fatto è stato vedere come hanno reagito le persone utilizzando Google Trends ed ho notato che precisamente alle 12:52 di oggi (19 Ottobre 2015) la notizia ha cominciato ad essere virale mentre vediamo il picco massimo della curva alle 13:24. In questa mezz’ora tantissimi italiani hanno effettuato una mole enorme di ricerche per avere informazioni in merito alla notizia. Ma per essere più chiari mi sembra giusto spiegare…

assoluzione erri de luca

Che cos’è Google Trends?

Google Trends è un tool dell’Universo Google che permette di conoscere dati in merito alle ricerche effettuate sul più famoso Motore di ricerca al Mondo dagli utenti del Web. Le query possono essere facilmente targettizzate per:

  • Paese
  • Data ed orario
  • Categoria
  • Piattaforma di ricerca (ricerca Google, Immagini, YouTube, Google News ecc…

Nell’analisi fatta a proposito dell’assoluzione di Erri De Luca ho filtrato per “tutto il mondo” ed “ultimo giorno”. Inoltre è utile sapere come leggere la linea che si vede nel grafico, ovvero:

I numeri rappresentano gli interessi di ricerca rispetto al punto più alto del grafico. Se il 10% massimo delle ricerche per una regione e un periodo di tempo determinati riguardasse il termine “pizza”, verrebbe attribuito il valore 100. Questo valore non corrisponde al volume di ricerca assoluto.

Quindi si tratta di dati relativi e non assoluti. Qui ulteriori informazioni.

La maggior parte delle query arriva ovviamente dall’Italia, seguita dalla Francia (altro paese interessato alla TAV Torino – Lione)

analisi assoluzione erri de luca

Sono rimasto poi molto sorpreso nel constatare che la maggior parte delle ricerche non venga da Napoli (Erri De Luca è partenopeo) ma da Perugia. Questa cosa assolutamente non me la spiego considerando anche l’animo passionale dei Napoletani, ma facilmente nelle prossime ore tale dato potrebbe variare.

assoluzione erri de luca

L’analisi del caso Erri De Luca sugli strumenti di analisi delle voci Sociali

Spostandomi di piattaforma ed analizzando il caso su Topsy scopro che nelle ultime 2 ore (quest’articolo è pubblicato alle ore 16) la notizia è stata ripresa 3851 volte su Twitter (i 2/3 del totale dell’ultima settimana)erri de luca assoluzione

e che l’articolo più condiviso è quello di lancio di Repubblica.

erri de luca repubblica

Quest’ultimo articolo è stato condiviso su Facebook più di 8 mila volte in poco più di 2 ore (molto più bassi sono i dati sugli altri Social) e sono presenti più di 500 commenti sul sito stesso in cui continuano a controbattere persone a favore, persone contro e gli intramontabili “Gomblottisti”.

la repubblica erri de luca

Cosa mi ha sorpreso di più (o forse no)

Ma ammetto che c’è un dato che mi ha sorpreso molto più degli altri. Ovvero nel vedere gli argomenti di tendenza in generale su Google Trends il caso de Luca lo troviamo al 5° posto ma, triste sorpresa, vedete un po che query troviamo al 3°…senza parole!

tendenza google

Conclusioni

Questa è l’analisi a poco più di 2 ore e mezza dalla notizia. La rete ha fatto diventare immediatamente virale l’accaduto e la spiegazione di ciò la troviamo in questo post sulle persone che condividono i contenuti in rete tradotto dal New York Times ad inizio Settembre. A conclusione dell’articolo, tra i fattori chiave evidenziati dal NyT per rendere condivisibile un articolo c’è “dare un senso d’urgenza” (fattore a cui non sono molto affezionato come ribadisco nell’articolo stesso).

Gli Italiani avevano urgenza di urlare al mondo la notizia dell’assoluzione di De Luca…ed è ciò che è successo! E voi avete notato qualche voce della rete in particolare? Cosa ne pensate della reazione del Web in riferimento alla notizia? E’ successo ciò che vi aspettavate?

P.s. Modificherò questo articolo nelle prossime ore e nei prossimi giorni per rendere più completa l’analisi e senza dubbio più corrette le conclusioni.

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