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Social Media

foto su instagram

Foto su Instagram: quello che non ti mostrano

Vincenzo Calicchio No Comments



Realizzare correttamente quella determinata postura di Yoga necessita di ore ed ore di Yoga…oppure dell’aiuto di una buona amica che ci trattenga le gambe per non farci rotolare a terra! L’importante è fare i fighi con le nostre foto su Instagram. Ragion per cui “Internet” ha inventato migliaia di strumenti per ritagliare e modificare foto…se non per questa ragione allora perché? Perché lasciare che la realtà rovini un ottima foto?

In Thailandia a mostrare la verità ci ha pensato, a quanto apprendo da quest’articolo di Bored Panda,  la fotografa Chompoo Baritone che ha fatto sua la battaglia contro lo “Spararsi le pose” con una serie di immagini in cui svela ciò che realmente si nasconde dietro molte di queste.

Le foto di Chompoo si sommano ad altre foto, come queste di Barbie Hipster, che prendono di mira proprio il ritrovarsi in Instagram (se nei social in generale) a rincorrere stereotipi e mostrare il lato migliore di se che spesso e volentieri neanche esiste.

Non so se si evince dall’articolo ma non sono un simpatizzante di questo social network e delle foto su Instagram in generale. Questo è solo il primo di tanti articoli in cui ne parlo male anche se spero vivamente in qualcuno che mi faccia cambiare idea. Tu cosa ne pensi? Lo trovi realmente utile? Pensi che ne sia un reale bisogno? La mia risposta penso sia facile da intuire!

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marketing virale

Marketing Virale tra Strategia e Spontaneità: il caso di “Sono Giapponese”

Vincenzo Calicchio No Comments



“Traffico” è una delle parole cruciali in materia di Online Marketing. Senza traffico web e visite alla nostre pagine è tutto inutile, anche se abbiamo i contenuti migliori, i prodotti migliori o il sito più bello di tutti i nostri competitor. Sarebbe come avere un negozio in un centro commerciale abbandonato… ma il Marketing Virale può venire in nostro soccorso!

Decidendo di elaborare un buon piano ed entrare in azione, potrete generare grandi quantità di traffico e visite. Gli strumenti ed i metodi a disposizione sono gli stessi per tutti, l’unica differenza sta nella vostra creatività. Ciò che rappresenta allo stesso tempo uno dei migliori risultati ottenibili e un elemento propulsivo della vostra attività è il Marketing Virale, che possiamo definire come:

L’uso di tecniche di marketing online che vengono impiegate affinché una campagna, un prodotto o un’informazione si propaghi attraverso i social network, nei forum, nei blog e in tutti gli altri canali di comunicazione, in modo da creare una reazione a catena che faccia espandere rapidamente il messaggio. 

Il marketing virale aiuta a generare traffico e presenta anche eccellenti benefici in termini di branding, giacché il marchio che diffonde il messaggio sarà esposto a migliaia, milioni di visualizzazioni.

Esempio di Marketing Virale – Blendtec Blender

Uno dei casi di marketing virale che ha avuto più successo nel web è stata la campagna realizzata da Blendtec, una impresa statunitense (ad oggi forse la più famosa) che vende frullatori.

Per dimostrare il potere dei loro prodotti (specialmente il Total Blender) hanno caricato in Youtube video in cui il fondatore dell’impresa Tom Dickson frulla differenti prodotti di ogni tipo, dal cibo ad oggetti elettronici ecc….

Il loro canale conta più di 700 mila iscritti e le visualizzazioni totali hanno superato i 300 milioni…e ciò senza dubbio ha aiutato sia il branding che la vendita di frullatori!

Qui il video in cui vengono frullati l’iPhone 5c ed il 5s (rammaricato per gli Apple-dipendenti!)

Strategia di Marketing Virale in Internet

In questo articolo vedremo alcune delle principali modalità in cui si può mettere in pratica una strategia virale nel web. Alcuni implicano lo spendere soldi e tempo, altre solo tempo.

Considero il Marketing virale come una serie di strumenti e tecniche che funzionano se messe in pratica tutte insieme. Non si tratta, quindi, di strategie isolate o individuali da eseguire una sola volta, ma di tutto un sistema che si aiuta e si alimenta in se stesso affinché la campagna può esser considerata di successo. .

Video marketing

I video sono una forma eccellente di creare e condividere contenuti in Internet, soprattutto se stiamo parlando di video divertenti, che intrattengono. Conosciamo bene i tanti casi di video virali che riescono ad avere milioni di visite, e ce ne sono in tutti i settori, per tutti i temi e non sempre “volontari”.

 Consigli di video marketing

  • Video per intrattenimento.  Più i video sono divertenti, più piaceranno alle persone e più saranno condivisi. Nessuno condivide un video noioso!
  • Durata perfetta. I video non devono essere troppo lunghi ma nemmeno troppo corti, devono avere una durata tra 1 e 3 minuti in linea generale, ma ovviamente tutto dipende da settore, nicchia di mercato e messaggio da trasmettere.
  • Requisiti. Non c’è bisogno di essere registi per creare video virali, basta infatti una camera discreta (come quella di uno Smartphone) ed un software basico di video editing.
  • Qualità è meglio che quantità. Ma nonostante ciò, è meglio postare un video di alta qualità che 5 di pessima.

I video sono un pilastro del marketing virale e senza dubbio hanno un livello di interazione superiore a quello di testi o anche di immagini.

Social Network

Se il video funge da mezzo di interazione con gli utenti del web, i social network funzionano affinché tali video vengano condivisi in ogni lato e affinché abbiamo effettivamente impatto ed influenza.

Il successo delle campagne web dipenderà in larga parte dall’effetto a macchia d’olio in Facebook e Twitter ( i due titani dei Social media).

Facebook

La rete sociale più grande ed estesa del web, offre strumenti differenti al fine di portare avanti una strategia di marketing virale:

  • Pagine fan. Per essere sempre in contatto con la propria utenza e condividere contenuti di valore ed intrattenimento, l’obiettivo della gestione di queste pagine è avere il maggior engagement possibile.
  • Facebook Ads. E’ il sistema di pubblicità di Facebook e funziona per far crescere pagine fan o dirigere traffico verso il tuo sito. In una strategia di viral marketing può essere molto importante al fine di dare un impulso iniziale alla campagna abbassando poco a poco l’investimento man mano che aumentano le condivisioni ed i like spontanei.

Facebook è un potenziale enorme per qualsiasi campagna!

Twitter

Secondo me è il miglior social network per campagne che hanno l’obiettivo di diventare virali giacché consiste in piccoli messaggi di 14o caratteri ed avere un retweet di un influencer è molto più facile rispetto a Facebook.

Un semplice retweet di qualcuno con un buon numero di follower può fare la differenza tra una campagna fallimentare ed una di successo. Ora immagina 10, 20 o 30 retweet da parte di questa tipologia di utenti.

Consigli sui Social Network

  • Non abbandonare mai i tuoi fan o i tuoi follower. Che si tratti di Facebook o di qualsiasi altro social è sempre importante mantenere una comunicazione costante con il tuo pubblico. Smettere di postare per alcuni giorni o addirittura settimane fa si che i tuoi utenti si sgancino dal tuo brand e dai tuoi prodotti.
  • Crea relazioni. Come già abbiamo visto, conoscere persone con influenza nella tua nicchia o settore è importantissimo oltre che necessario!
  • Crea solo contenuti originali, genuini e divertenti. 
  • Cura il copywriting. Quello che scrivi nei tuoi post da un lato può attrarre l’attenzione ed i click ma dall’altro lato può essere come se non fosse mai stato pubblicato.

Plugin WordPress per la Viralità

Se usi WordPress (e te lo raccomando tanto!) esistono diversi plugin che si possono usare affinché i tuoi contenuti diventino virali. Qui ci sono alcuni esempi.

  • Optin Monster. Per creare popup, generare iscritti e raggiungere più persone.
  • Click to Tweet. Affinché i tuoi lettori tweettino frasi o link tramite il tuo utente.
  • Social Locker. Eccelente plugin per far si che gli utenti tengano accesso a determinati regali, contenuti unicamente se condividono sui social media.

Qual’è la parola magica? GRATIS!

Una buona strategia di viral marketing è quella di regalare o offrire qualcosa di gratuito, sicuro e che apporto reale valore come può essere un eBook, un corso, un plugin, un applicazione ecc…ovviamente questo regalo dev’essere qualcosa relazionato con il tuo business.

Anche i concorsi (contest) funzionano molto bene, si può sorteggiare un regalo al compiere di un azione, per esempio tra tutti coloro che condivideranno un post.

Altre fonti di traffico per il Viral Marketing

  • Forum. Eccellente opzione in quanto sono (ancora) il posto dove si riuniscono ed interagiscono utenti con passioni ed interessi in comune. Ovviamente la scelta dei forum dev’essere ben pensata e specifica in riferimento al settore.
  • Email marketing. Si, la mail è ancora un validissimo strumento nel marketing online.

Il Marketing virale è un opportunità per tutti?

Ovviamente il marketing virale può avere anche un effetto negativo se si fa nella forma sbagliata in quanto il messaggio può arrivare a milioni di persone, ragion per cui la campagna va ben pianificata e bisogna fare attenzione.

Un consiglio importantissimo è quello di far si che la campagna non lasci indifferenti a nessuno. Bisogna creare emozioni nella gente, che si tratti di felicità, di sdegno, di rabbia…l’importante è emozionare. Non è importante se a qualcuno non piacerà, è impossibile piacere a tutti.

“Sono giapponese” – Quando la viralità è spontanea

Sicuramente negli ultimi giorni avrete visto nelle forme più variegate questo video:

Benché non si tratti di una strategia comunicativa d’impresa, è il re del web in Italia in questo momento e forse non sono l’unico a chiedermi..ma lui lo saprà?!?!

In ogni caso trattasi di un intervista rilasciata durante la festa di San Gennaro a Napoli nel Settembre 2014 da FanPage e dopo un anno esatto questo piccolissimo pezzo di un video ben più ampio è diventato virale.

Perché?

Sarebbero tanti i motivi, infatti contiene tutti i punto spiegati in quest’articolo:

  • Contenuto video.
  • Fa ridere.
  • Diffusione nelle reti sociali (Facebook su tutti).

Ma penso che l’elemento di differenza sia stato soprattutto l’intrecciarsi con un altro fenomeno virale del momento ovvero la canzone dell’ora esatta del TG5. Infatti gira per i social il video in cui l’intervista al malcapitato nipponico è remixata in chiave canzone dell’ora esatta. E che io sappia è l’unico caso in cui da un fenomeno virale ne nasce un altro, un po come se ne fosse il figlio.

Oppure sbaglio? Conoscete altri casi simili? Sapete spiegarvi la nascita e la diffusione del fenomeno? E più in generale quali pensi che siano le chiavi per il successo? Commenta per farci sapere la tua esperienza e la tua visione!

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whatsapp marketing

WhatsApp Marketing: la mini guida

Vincenzo Calicchio No Comments



Controllare Whatsapp è probabilmente la prima cosa che facciamo ogni giorno. Controllare Whatsapp è anche una delle attività che facciamo più spesso durante il resto del giorno. E’ presente in ogni istante delle nostre giornate, e ciò per qualcuno è sicuramente una croce ma per tanti può diventare una delizia…mi riferisco al Whatsapp Marketing.

Ora rispondi a questa domanda:

Perché ancora non vendi attraverso Whatsapp?

Non so esattamente a cosa tu stia pensando in questo momento, ma consiglio di leggerti questo post in cui parlerò di come spremere fino all’ultima goccia le potenzialità di questa applicazione geniale. Lo stanno cominciando a fare anche i Brand più importanti e sicuramente è un occasione da non lasciarsi scappare.

Dunque parlerò del Whatsapp Marketing e di come stia diventando uno degli strumenti più redditizi per fare e-commerce e soprattutto parlerò di come dovrebbe essere utilizzato per iniziare a vendere e fidelizzare i clienti del tuo business online.

Facebook statistiche 2015

Perché è importante vendere via Whatsapp?

  • E’ tra le piattaforme sociali col maggior numero di utenti attivi!

  • Perché il commercio elettronico si sta spostando sempre di più sul mobile, tant’è vero che si inizia a parlare già da un po di Mobile Commerce.
  • E’ economico, molto economico. Per meno di un euro l’anno puoi usarlo come mezzo di comunicazione.
  • E’ una forma molto affidabile di arrivare alla tua utenza in qualsiasi momento. Praticamente tutto il mondo usa Whatsapp ma non solo, tutte queste persone (e dunque anche tu) lo consultano decine di volte al giorno, tutti i giorni della settimana per 365 giorni l’anno. Conosci un altra forma di arrivare più facilmente ad un qualsiasi target? 
  • Permette di relazionarti in modo molto più personale con la tua clientela. Tutti conosciamo il tipo di linguaggio che si usa su Whatsapp, è un tono amichevole ed informale ciò senza dubbio finisce per avvicinare il tuo pubblico, anche se ovviamente bisogna sempre fare attenzione al target.
  • E’ una fonte affidabile per raccogliere feedback dai tuoi utenti. Essendo una via di comunicazione molto diretta, gli utenti sono soliti scambiare informazioni apertamente e ciò ovviamente può riguardare anche il processo d’acquisto o il tuo prodotto.

statistiche whatsapp

Premesse per vendere con Whatsapp

Ora che ti stai convincendo ad implementare le tue vendite tramite WhatsApp ti vado a svelare alcuni punti essenziali prima di iniziare a metter mano all’operazione:

  • Proibito fare SPAM. Già ho detto prima che la comunicazione via Whatsapp è caratterizzata dal fatto che è la più naturale tra tutti gli strumenti di Marketing, ed è proprio per questo motivo che è proibito saturare i tuoi clienti con comunicazioni commerciali indesiderate, altrimenti finiranno per sentirsi trattati come clienti ordinari e cominceranno a porsi male nei tuoi confronti.
  • Scegli la persona giusta. Per la gestione della comunicazione via Whatsapp bisogna designare una persona capace di trattare correttamente con ogni tipo di cliente e con ogni tipo di situazione. Inoltre è fondamentale scegliere qualcuno che non commetta errori grossolani di grammatica o di scrittura. Lo screenshot può trasformarsi in un arma contro la tua professionalità.
  • Non utilizzare mai il profilo personale. Nel momento di sviluppare una strategia per Whatsapp assicurati innanzitutto di avere un numero telefonico proprio e specifico del tuo business, non utilizzare mai il tuo numero personale. Te lo consiglio anche perché altrimenti non riusciresti più a staccare il lavoro dalla tua vita privata.
  • Scegli una foto profilo adeguata. L’immagine di profilo sarà determinante per generare fiducia nei clienti e se ci pensi bene è l’unico riferimento visivo che l’utente avrà nel momento in cui ti contatta. Quello che consiglio è di inserire il logo dell’attività o, ancora meglio, una foto personale professionale con logo.
  • Fai attenzione allo stato. Scrivi gli orari ed i giorni in cui risponderai, ringrazia e possibilmente scrivi qualcosa di divertente legato all’attività.
  • Rispondi quanto più rapidamente possibile ai messaggi. Come ben sai nel fare business (soprattutto sul web) la velocità di risposta a dubbi e bisogni dei clienti è fondamentale. Questa cosa su Whatsapp si moltiplica per 100. Ma se vuoi un consiglio, come già detto al punto precedente, dai degli orari di risposta certa, il resto del tempo tienilo per te.

Consegui contatti per la tua strategia di vendita su Whatsapp

La cosa più importante nel momento di iniziare una strategia di vendite con quest’applicazione è sicuramente avere una buona base di dati. Inizialmente potresti iniziare a mandare messaggi ai numeri di telefono che già possiedi dei tuoi clienti, però è un azione che non ti consiglio.

Perché?

Perché è fuori dubbio che tantissimi utenti che ricevono un messaggio da un impresa sul loro numero personale considererebbero ciò un intrusione. Così facendo quindi potresti avere l’effetto inverso.

Quindi, per iniziare col piede giusto, ti consiglio:

  • Prima opzione: Invia una mail a tutti i tuoi contatti, qualcosa del tipo…
    Ciao XXX, Tutto bene?
    E’ un piacere salutarti di nuovo.Sperando di fare cosa gradita  ti scrivo per informarti che noi di XXX siamo diventati Mobile friendly ed ora comunichiamo ed offriamo promozioni speciali anche su Whatsapp! A partire da questo momento, se hai dubbi in merito ai nostri prodotti o ai nostro servizi, o semplicemente se hai voglia di sfogarti ci puoi scrivere al nostro numero:
    XXX XX XX XXXChiaramente abbiamo preso questa decisione unicamente per offrire un miglior servizio ai nostri clienti ed in nessuno modo faremo SPAM. Inoltre potrai essere cancellato/a dai contatti in qualsiasi momento. Grazie!Un Abbraccio!Nome Cognome
  • Seconda opzione: comincia a raccogliere numero di telefono da zero. Questa è l’opzione più “legale” oltre che la più utile infatti ti permette di fare una segmentazione sin dal primo momento ed è meno intrusiva. Fondamentale è, però, verificare che i numeri di telefono che hai tra le mani siano reali e funzionanti. Importante inoltre per questa seconda opzione sarà il costruire call to action specifiche per contattare via Whatsapp e per avvisare chiunque arrivi sul tuo sito di questo nuovo servizio. Importantissimo l’ottimizzazione in questo senso sia per desktop che per mobile.

Facilita la comunicazione creando un gruppoWhatsapp

Una volta che hai i contatti degli utenti sarà fondamentale creare un gruppo (si proprio quello…) per rendere più facili tutte le comunicazioni.

Grazie al gruppo, non sono eviteremo di contattare uno ad uno tutti i clienti (o potenziali tali) ma farai si che questi si sentano parte di una piccola casta a cui, questo si è fondamentale, saranno concessi sconti e promozioni speciali.

Cosa comunicare ai contatti via Whatsapp

Questa è la “Grande domanda” del Whatsapp Marketing…come ho detto prima la gente odia lo SPAM e lo odia soprattutto in questa applicazione. La comunicazione nei gruppi dev’essere brillante e ci dev’essere dietro una strategia di contenuti, nulla dev’essere lanciato al caso.

Ecco cosa suggerisco:

  • Promozioni. Però ricorda, le promozioni in Whatsapp devono essere veramente esclusive, gli utenti non devono incontrare le stesse in nessun altra parte e soprattutto devono essere effettivamente utili al gruppo. Molto importante è la condivisione di locandine e disegni personalizzati per ogni offerta ed ancora più importante è che queste immagini siano graficamente ottime e leggere in modo che siano facilmente scaricabili.
  • Concorsi. Crea concorsi per regalare coupon e sconti che i tuoi utenti possano spendere nel tuo shop (online ed offline) . Questi concorsi possono anche essere legati alla comunicazione sugli altri Social, ad esempio premi per chi condivide su Facebook, chi recensisce ecc…
  • Sii originale. E  ciò vuol dire utilizzare l’intero potenziale comunicativo dell’applicazione quindi anche audio e video.
  • Meme. Si potresti anche condividere meme o contenuti visivi di qualsiasi genere ma sempre mantenendo un profilo professionale e soprattutto consiglio mai fuori tema (assolutamente mai a contenuto erotico!)
  • Domande sui prodotti, sul sito e sulla qualità del servizio. Ciò ti porterà dei feedback dai diretti interessati e tali giudizi saranno per te oro colato, inoltre i clienti gradiranno l’essere stati presi in considerazione. Importante mai essere troppo oppressivi con queste domande.
  • Supporto ed aiuti. Ciò oltre ad essere effettivamente utile, darà di te un immagine molto professionale.
  • Offerte personalizzate. Ovvero dopo aver notato un bisogno di uno specifico cliente potrai inviargli una offerta super personalizzata, ovviamente in forma privata.

 Nota importante: Qualsiasi cosa tu decida di condividere è fondamentale che sia di effettivo valore ai tuoi clienti!! Questo in realtà vale non solo in Whatsapp ma per tutti i mezzi di comunicazione.

Conclusioni

Il tutto ti può risultare molto più facile utilizzando Whatsapp Web per usare l’app direttamente da desktop. Spero che tale articolo vi sia effettivamente utile e vi invito a lasciare commenti per condividere trucchi su come vendere via Whatsapp. Alla prossima!

Contattaci per sviluppare la tua Strategia su Whatsapp

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strategie social di successo

Strategie Social di Successo: la pizzeria Ugi’s

Vincenzo Calicchio 2 comments



Alle volte il mondo dei Social Network si trasforma nel mondo dell’assurdo. E’ quanto ho appreso da questo illuminante articolo della rivista Spagnola Yorokobu. Quintali e quintali di libri e pubblicazioni in merito a strategie social di successo vengono resi inutili dalla pagina Facebook di un pizzaiolo Argentino. E’ l’ulteriore riprova che la regola “Il cliente ha sempre ragione” è una “Cagata pazzesca“.

La non – strategia social di successo

Catena di pizzerie di Buenos Aires, Ugi’s fu fondata da Hugo Solis (incredibile non sembra essere di origine italiane) alla fine degli anni ’80 e ad oggi può vantarsi (è un vanto?) di vendere la pizza più economica della Città.

gestione social

I migliori pizzaioli di Buenos Aires vecchia

La formula per riuscire a mantenere i prezzi così bassi ovviamente prevede alcune rinunce per i clienti come:
  • Accettare che ti serva un solo tipo di pizza (quella con la mozzarella).
  • Che gli unici condimenti disponibili siano il sale e l’origano.
  • Che entrambi si presentino in una bottiglia di plastica da mezzo litro con un buco sul tappo.
  • Che l’arredo del locale sia in qualche modo “minimalista”.
  • Che non si effettuino consegne.
  • Che le salviette non siano il massimo della pulizia.
  • Che la scelta delle bibite sia molto limitata.

best practices social

Nonostante tutto, e sebbene siano in tanti a Buenos Aires a disprezzare tale offerta gastronomica, mangiare una pizza da Ugi’s è un obbligo quando si è nella capitale Argentina. Per poco più di 4 Euro è possibile, infatti, mangiare una pizza formato famiglia e una bibita (che aiuti a farla scendere). E noi Italiani conosciamo bene il prezzo delle pizze all’estero!

gestione facebook

La Torre di Pisa di Ugi’s

Se ancora il prezzo è troppo alto, si può in ogni caso optare per le generose porzioni singole con le quali la fame starà a bada per un bel po.  Inoltre Ugi’s è un posto dove è possibile sedersi accanto ad una clientela alquanto variopinta.

facebook pizzeria

Parte della realtà della pizzeria restò immortalata anche in uno dei film più celebri per gli Argentini ovvero “Pizza, Birra y fasso” di Adrián Caetano e Bruno Stagnaro dove i protagonisti, non avendo altro, mangiano una pizza da Ugi’s prima di andare a scalare l’Obelisco di Avenida 9 de julio.

Un film tanto famoso in Argentina che quest’Estate un giovane con la Maglia di Argentina ’78 ha voluto ripetere l’impresa finendo però male.

Dai Social Network alla politica economica

La presenza di Ugi’s all’interno della società dei cugini del Sud America è tale che recentemente è stato pubblicato l’Indice Ugi’s riferito al potere d’acquisto sulla falsa riga dell’Indice Big Mac negli Stati Uniti usato per determinare il reddito pro-capite secondo il prezzo del famoso hamburger. Autore della trovata è il popolare media Argentino Clarín che ha replicato l’idea nel paese latino basandosi invece sull’evoluzione dei prezzi della pizzeria.

Secondo tale studio, l’evoluzione dei prezzi delle pizze di Ugi’s ha seguito la seguente impennata:

  • 1,99 pesos durante la presidenza Menem negli anni ’90.
  • 2 pesos con De la Rua nel 2000.
  • 3,5 nel 2004 con Kirchner marito.
  • 49,99 il 10 Agosto 2015 sotto la presidenza di Kirchner moglie.

Se nel 2007, quando la crisi cominciava a colpire, era possibile comprare con un salario minimo 118 pizze, oggi tale numero è sceso a 96.

Come conquistare i follower

Ma la cosa più sorprendente, nonché l’effettivo motivo per cui ho deciso di condividere questo articolo, è che i responsabili di Ugi’s sono stati capaci di metter su un business di successo e con una propria personalità che va oltre la concorrenza fino al punto di sviluppare una strategia Social pazzesca o che potremmo almeno qualificare come peculiare.

pagine facebook di successo

Coscienti del prodotto che hanno tra le mani e sicuramente conoscendo la propria clientela, in Ugi’s non si risparmiano mai in quanto a sense of humor per ridere sia di loro stessi che dei clienti. Questa decisione ha generato una enorme comunità di follower (più di 50 mila!) che sono ampiamente coscienti di ciò che troveranno una volta varcato l’uscio della pizzeria.

Ecco una serie di scambi di battute tra il community manager ed i clienti del locale con relative traduzioni.

gestione social network

– “Pizzerie sporca” – “Tua madre”

facebook manager

– “Ugi’s, la pizza che ti fa venire l’ebola all’istante” – “Non parliamo della F*** di tua sorella allora…”

Una nuova filosofia del Web Marketing

Mentre le scuole di Social Media Marketing di tutto il mondo si affannano a dire che i social network sono luoghi in cui creare un buon rapporto con i propri clienti, leggere i litigi e gli insulti della pagina Facebook di Ugi’s rappresenta una nuova filosofia del web marketing. E la cosa più sorprendente di tutto ciò è che funziona alla grande!

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– “Le peggiori pizze mai provate, per caso non sapete che le pizze vogliono il formaggio? Disastro” – “Ed i tuoi genitori non sapevano che bisogna usare il preservativo?”

 

facebook gestione

– “Con le due pizzerie che ci sono li vicino vanno a preferire la Mer** di Ugi’s?” – “Con le Put**** che ci sono li vicino vanno a preferire tua sorella?”

 

Lontanissimi dal mantenere una comunicazione cordiale e simpatica con i loro clienti, il social media manager della pizzeria usa invece l’insulto per avere a che fare con coloro che capiscono il gioco e lo fomentano dando vita a esilaranti discussioni.

gestione reti sociali

Questa no, non la posso proprio tradurre!

Però non ogni singolo post ed ogni singola risposta è violenta nei confronti dei clienti, infatti per creare una relazione con i follower hanno creato “L’angolo di Ugi’s” per tutti coloro che inviano foto in cui “assaporano” le pizze della catena.

coinvolgi follower

La strategia social di Ugi’s: mettere la polvere sul tappeto

Questa strategia ha funzionato però c’è da dire che il gestore della pagina non sempre è riuscito (anzi non sempre ha voluto) controllare la spontaneità sia della foto che dei commenti.

coinvolgere follower

Nulla di meglio di un “Paquero” che mangia da ugi’s

Per tutti i non Argentini, un “Paquero” è il consumatore di paco, la droga più economica, distruttiva e marginale delle periferie di Buenos Aires. Lo trovate un po forte vero? Il community manager di Ugi’s scherza su tutto, dall’igiene del locale ai suoi bagni, alle condizioni sociali del clienti. Il tutto alla faccia del politicamente corretto!

Il tutto condito da foto di piccioni che entrano nel locale a mangiare le briciole lasciate dai clienti. Alcuni di loro sono stati adottati ed oramai vengono chiamati per nome. Qui in basso c’è Miguel.

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Si scherza anche sul comportamento dei clienti. Nella foto in basso il meccanismo anti furto dell’origano.

coinvolgi clienti

E sull’aspetto dei clienti. In basso quando Cristiano Ronaldo si è presentato a sorpresa in pizzeria.

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E fanno anche insulti a catene ben più note (non certo per la qualità del cibo).

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Si scherza, inoltre anche con spot classici del politically correct come “Si alla pizza, no alla droga” che in Ugi’s si trasforma in “Si alla pizza, Si alla droga” che ovviamente ha fatto molto discutere vista la risonanza che ha a Buenos Aires questo locale.

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– “Ma non era No alla droga..Si alla pizza? é orrendo questo messaggio” – “Basta che la droga sia buona Daniela”

Conclusioni

E’ mia personalissima opinione che la stragrande maggioranza del popolo della rete è stufa di strategia social ordinarie, tutti si aspettano che la pagina di una pizzeria posti foto di pizze super golose e che il Facebook di una gelateria condivida foto di coni strabordanti di gelato il tutto dove il rapporto coi i follower è limitato a “Venite a provare le nostre specialità…”. 

In questo deserto di contenuti è assolutamente normale che una voce fuori dal coro, una voca fuori tendenza che mette effettivamente in pratica una anti – strategia di successo finisca per avere la meglio anche se, lo ammetto, ci vuole tanto coraggio per una comunicazione di questo tipo.

Funzionerebbe questo stile in Italia? Mi piacerebbe sentire la vostra. A mio avviso l’Italia fa storia a se in quanto a gastronomia ed un strategia di questo tipo sarebbe alquanto pericolosa, non tanto per il rapporto con i clienti quanto per il rapporto con la ASL.

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condividere contenuti web

Le 6 persone che condividono contenuti

Vincenzo Calicchio No Comments



Condividere informazioni non è qualcosa di nuovo nella nostra società, è parte della natura umana. Il mondo è pieno di persone che condividono contenuti.  Da sempre la gente esprime idee ed opinioni a proposito dei prodotti e dei servizi che considerano, in qualche modo, rilevanti. La grande novità è che tutto ciò oggi si fa online, più velocemente e più spesso, rivolgendosi ad una platea potenzialmente più vasta.

Questo nuovo modo di relazionarsi e di condividere nella società contemporanea rappresenta un’opportunità per le aziende ed i brand. Questenorme mole di informazioni, provenienti dagli utenti di social e portali di ogni tipo, è oro colato.

E’ quindi fondamentale per le imprese definire una buona strategia di contenuti. Ciò rappresenta un fattore chiave al fini di raggiungere gli obiettivi di engagement, conseguire leads ed, infine, vendere.

Chi sono le persone che condividono contenuti?

In uno studio del New York Times, The Psychology of sharing, Brian Brett è riuscito a segmentare gli utenti che condividono contenuti in sei tipologie:

  1. Gli altruisti. Condividono le informazioni che ritengono utili in quanto credono che qualcuno ne può avere bisogno. Normalmente, si aspettano in cambio una menzione o almeno un “grazie”.
  2. I professionisti. Sono le persone che condividono le informazioni relative alle loro finalità professionali e che scambiano idee per ottenere benefici in termine di reputazione, sia per la propria impresa che per una rete di contatti.
  3. Gli Hipsters. Sono quelli che hanno fatto della “condivisione” la loro filosofia di vita. Condividere informazioni li aiuta a sviluppare una propria personalità e a dare un immagine “moderna” di se stessi agli altri.
  4. I polemici. Sono utenti che condividono contenuti polemici e spinosi per generare un dibattito e provocare la reazione delle persone. Fare scalpore è il loro unico obiettivo.
  5. Gli organizzatori. Sono coloro che condividono avendo come unico obiettivo organizzare eventi e serate, mettere in contatto altre, pianificare incontri, incontrare e relazionarsi con gli altri.
  6. I Selettivi: Sono gli utenti che condividono solo specifiche informazioni con specifiche persone, e solo fin quando ottengono un feedback dai loro contatti. Se non ricevono risposta ai loro contenuti, o se smettono di considerarli rilevanti, ne terminano immediatamente la condivisione.

Questi profili di persone hanno, tra le varie cose, una caratteristica in comune: ragioni emotive, ovvero il desiderio condividere la propria quotidianità e la voglia di essere i primi a dare quella informazione.

A mio parere, nell’articolo del Nyt si tralascia una categoria fondamentale, quella che ritengo più fastidiosa:

  • I compulsivi. Coloro che avvertono, per un motivo sconosciuto alla medicina moderna, la necessità di condividere tutto ciò che gli passa per la mente e che hanno avanti agli occhi. Fanno, dunque, sharing dei contenuti più assurdi, dai classici gattini agli articoli di Repubblica, dalle foto con citazione di Mussolini ai video di bimbi cinesi che suonano uno strumento raro. Inoltre sono i primi a postare notizie sulla morte (vera o presunta) di personaggi famosi.

Segmentare in questo modo il pubblico a cui indirizzare la propria strategia di marketing rappresenta un enorme vantaggio per i copywriter: la possibilità di ottimizzare i contenuti in base al proprio target, in modo che questi vengano condivisi più facilmente.

Fattori chiave per far si che i tuoi contenuti siano condivisi

Nel New York Times, a conclusione dello studio, è stilata una lista di consigli per aumentare il tasso di condivisione dei propri contenuti.

  • Appellarsi alle motivazioni dei consumatori a connettersi tra loro (e non con il brand): infatti, le persone navigano l’internet più per ragioni sociali, come rimanere in contatto con amici e parenti, che per collegarsi alle imprese.
  • Dare ed ispirare fiducia. la fiducia nella fonte del contenuto è ciò che ne garantisce la condivisione. Gli utenti amano sentirsi presi in considerazione e, soprattutto, amano sentire le imprese vicine al loro modo di essere e di vivere.
  • Comunicare in modo semplice. è inutile perdersi in formalismi di linguaggio. Le persone sul web cercano informazioni rapide, semplici ed efficaci.
  • Fare ricorso al senso dell’umorismo. gli utenti del web navigano per passare dei momenti di leggerezza e spensieratezza. Essere divertenti è senza dubbio importante.
  • Dare un senso di urgenza. 

Personalmente non sono approvo quest’ultimo punto. È vero che i contenuti di tale tipologia vengono condivisi più facilmente, ma sfruttano tecniche di click baiting delle peggiori. Sono fermamente convinto che tali tecniche, a lungo andare, non paghino: a lungo andare paga solo la qualità.

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