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Link NoFollow: cosa sono, come funzionano e quando usarli

Non tutti i link sono uguali, in questo articolo conoscerai la differenza tra link NoFollow e DoFollow, come crearli, quando usarli e soprattutto scoprirai che "Ogni link è bello a'mamma soja"

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Link NoFollow: cosa sono, come funzionano e quando usarli

Vincenzo Calicchio No Comment



Se stai leggendo questo articolo, quasi sicuramente sarà perché hai cominciato a lavorare alla SEO del tuo progetto web col fine di migliorare il posizionamento in Google e quindi aumentare le conversioni. Come qualunque altra persona avrai cominciato a leggere articoli di settore, avrai scoperto che una delle cose più importanti è quella di lavorare alla Link Building ed avrai sentito parlare di link NoFollow.

Bene, avrai già inteso che esistono due tipologia di link che si possono ricevere o creare nelle proprie pagine web, questi sono i link DoFollow e quelli NoFollow. Ognuno ha le sue proprietà, ognuno è usato con fini e scopi differenti ma entrambi sono utili ai fini del posizionamento (anche se in tanti non saranno d’accordo con questa affermazione).

Senza prolungarmi di più andiamo ad approfondire l’argomento. Prima di tutto diamo un occhiata a cosa sono i link NoFollow e  DoFollow, poi scopriremo il loro funzionamento e soprattutto come e quando usarli.

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Ovviamente nel Web si scherza molto sui Link NoFollow

Cos’è un link NoFollow? Cos’è un link DoFollow?

I Dofollow sono la tipologia di link più utile ai fini SEO giacché la pagina web che ci linka in questo modo ci trasferisce PageRank e ciò agli occhi di Google (ma se ci pensi bene anche agli occhi di un utente) conta come un feedback di qualità verso di noi. Quindi un link DoFollow apporta rilevanza al sito a cui viene diretto e nonostante sia solo uno dei fattori di posizionamento, per Google ricevere backlink di questo tipo è ancora fondamentale.

I NoFollow, invece, costituiscono la maggior parte dei link ricevuti da un sito web e, al contrario dei DoFollow, non trasferiscono PageRank ed indicano al bot di Google che, sebbene linko ad un altro sito, non voglio trasferirgli rilevanza.

In tanti pensano che non siano utili ai fini del posizionamento, ma Google continua a considerarli come un fattore positivo per la SEO giacché qualsiasi backlink è un segnale di qualità che prova che qualcun altro considera quel contenuto importante.

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Trasferimento del Pagerank tra Link DoFollow e NoFollow

Ovviamente Google non è stupido, e per questa ragione ogni backlink conseguito dev’essere il più spontaneo possibile (in realtà G non vuole che si faccia Link Building) quindi, benché i link DoFollow abbiano un peso maggiore dei NoFollow, una struttura di link ottimale prevede un buon equilibro tra gli uni e gli altri giacché avere solo backlink DoFollow (o solo NoFollow) suonerebbe come qualcosa di innaturale e ciò non piace ai motori di ricerca. A proposito dei fattori da tenere a mente nel fare Link Building vi consiglio la lettura di questo articolo:

Ciò ovviamente vale anche per i link creati nelle nostre pagine web, assolutamente mai crearne solo DoFollow, ma utilizzare NoFollow per siti che non consideriamo sicuri al 100% o che non hanno relazione di argomenti con i nostri contenuti o il nostro business.

Come creare link NoFollow?

In genere i link DoFollow sono tali di default, per esempio tutti i quelli inseriti in WordPress lo sono. Se proprio vogliamo esserne certi (cosa inutile) il link deve avere questa struttura in HTML

<a href=”http://www.sito.com” rel=”dofollow”> Testo </a>

Ma ripeto, risulta DoFollow anche senza il rel.

Per quanto riguarda poi creare link NoFollow abbiamo due opportunità:

  • Utilizzare un Plugin WordPress, su tutti “Ultimate NoFollow” semplice e veloce, che permette di trasformare qualunque link si voglia al momento dell’inserimento (scelta sconsigliata in quanto è davvero semplicissimo aggiungerlo direttamente in HTML ed un plugin in meno vuol dire meno peso al sito)
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Come inserire il rel”nofollow” con Ultimate NoFollow

  • Lavorare di HTML, inserendo il rel=”nofollow” al link, che quindi sarà così:

<a href=”http://www.sito.com” rel=”nofollow”> Testo </a>

Basta andare nella sezione “Testo” dell’editor di WordPress ed aggiungere l’attributo “nofollow” al link

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Come inserire il rel=”nofollow” in WordPress

Perché esistono i link NoFollow?

Quale potrebbe essere il motivo per inventarsi qualcosa del genere? Bene, andiamo indietro di qualche anno (nel lontano 2005). In quell’era geologica l’algoritmo di Google era molto più semplice di quello di oggi ed il posizionamento dipendeva in larga parte dal numero di backlink (contava unicamente la quantità di link, a prescindere dalla qualità).

Tenendo presente ciò, fare SEO in quel periodo significava mettere in pratica tecniche che oggi sono considerate Black Hat o quanto meno in odore di penalizzazione. L’unico obiettivo era conseguire link…qualunque fosse il mezzo! Ovviamente ciò spesso e volentieri voleva dire spammare di forma massiva altri siti, per esempio dei commenti dei blog, nei forum o anche in portali come Wikipedia.

A proposito di tecniche Black Hat, se ti interessa l’argomento allora questo articolo è quello che fa per Te!

Tiered Link Building: attenzione alle Piramidi di Link

 

In circostanze come queste, Matt Cutts (capo dell’anti-spam di Google) propose la creazione dell’attributo “nofollow” motivandolo con l’evidenza che se i padroni dei forum e dei blog avessero potuto indicare a Google di non cedere pagerank ai siti degli spammer, allora lo spam avrebbe smesso di essere una tecnica utile ai fini del posizionamento in SERP.

Cosa succede inserendo un link NoFollow?

Quindi nel momento in cui creiamo o riceviamo un link, questo può essere DoFollow o NoFollow e la differenza tra l’uno e l’altro consiste nell’indicare a Google di passare parte del pagerank al contenuto linkato indicando al Bot di scansionarlo o meno.

Nel caso di link DoFollow, indichiamo a Google che il contenuto linkato è rilevante, che il bot deve proseguire nella scansione trasferendo parte del nostro pagerank. Questi link sono sempre positivi per le pagine a cui puntano, a meno che il sito di origine non sia penalizzato o appartenga ad un altro settore (differenti tipologie di contenuti riferiti ad una utenza differente).

Usando il rel=”dofollow” stiamo dicendo che il contenuto a cui puntiamo è importante e che, per questo motivo, vogliamo che ci sia comunicazione tra quella pagina e la nostra.

D’altro canto, i rel=”nofollow” fanno esattamente il compito contrario, quindi indicano a google che quel contenuto non è rilevante (per una qualsiasi ragione) e quindi non va scansionato e non vogliamo trasferirgli PR.

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Perché usare il rel=”nofollow”?

E’ utile creare link NoFollow nei nostro progetti web essenzialmente in due situazioni:

  1. Quando non ci fidiamo tanto del sito a cui puntiamo e siti in odore di penalizzazione che per qualche ragione dobbiamo linkare (vedi contenuti utili agli utenti ecc…).
  2. Quando l’altro sito ha un DA ed un PA molto più bassi rispetto al nostro.
  3. Quando linkiamo ad un sito di un settore completamente diverso dal nostro core business, sia dal punto di vista merceologico che da quello contenutistico.

Dal punto di vista dei backlink entranti, invece, i NoFollow influiscono (indirettamente) sulla SEO nelle seguenti modalità:

  1. Fanno arrivare al tuo sito un traffico maggiore da referral.
  2. Sono importanti dal punto di vista della Brand Awareness, in quanto in ogni caso agli occhi dell’utente c’è qualcuno che sta affermando che il nostro contenuto è utile.
  3. Possono potenzialmente farti aumentare i profitti, come conseguenza dei primi due punti.

Conclusioni

Nello scrivere questo articolo mi sono imbattuto in diversi altri articoli e tutorial, su tutti mi sento di consigliare questo di Giorgio Taverniti…prendete appunti!

Spero che ora ti sia molto più chiara la differenza tra link NoFollow e DoFollow. Hai ancora qualche dubbio? Non sei d’accordo con quello che ho scritto? Fammelo sapere nei commenti o utilizza questo articolo “Open” sulle più comuni domande e risposte sulla SEO.

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Vincenzo Calicchio

Web Marketing Manager con forte interesse verso l'Inbound Marketing e il posizionamento SEO. Mi affascina il funzionamento di Google e farei di tutto per capirne a fondo l'algoritmo. Ad oggi ho lanciato progetti web tra l’Italia, la Spagna e gli Stati Uniti. Tra le maggiori collaborazioni ci sono quelle con The Singular Factory (Software house di Miami, USA), il Cabildo (Governo insulare) di Fuerteventura (Isole Canarie, Spagna) ed il Venture Incubator per il Mezzogiorno 56CUBE. Attualmente in Mia Nonna non lo capisce Web Agency contribuisco al Marketing strategico di attività commerciali e Startup.

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