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Le 7 Bufale sulla SEO a cui non credere

Vincenzo Calicchio No Comments


Tra le tante leggende che girano per il web ce ne sono tantissime che riguardano il web marketing, e tra queste le maggiori senza dubbio riguardano l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Alcune (come spesso capita) hanno finito per diventare reali per il senso comune…ma non per Google! Quindi per prevenire errori, sia a livello strategico che tecnico, ho deciso di tradurre questo articolo di Luis Román a proposito delle più note bufale sulla SEO a cui non bisogna mai credere.

Il perché di queste bufale sulla SEO

La SEO è una disciplina lenta, che costa molto lavoro e pazienza. E ciò va contro la filosofia di molte imprese (per fortuna non tutte) e di monti clienti che invece vogliono risultati immediati e che sono a rischio di frustrazione in mancanza di quest’ultimi.

Molto probabilmente è per questa ragione che molti consulenti vendono queste bugie che, oltre tutto, non potranno compiere.

Quindi dopo aver già scritto a proposito dei più comuni errori SEO, in questo articolo ho deciso di racchiudere le più conosciute bufale ed ho ovviamente spiegato il relativo motivo per cui non bisogna crederle.

#1 E’ possibile essere tra i primi 10 risultati di Google con poco sforzo

La realtà è che un sito deve superare diversi milioni di altri risultati in SERP, ragion per cui capirete cosa significhi realmente posizionarsi in prima di pagina di Google. E’ qualcosa che si raggiunge solo con moltissimo sforzo e lavoro duro.

Tanto per fare alcuni esempi vi passo il numero di concorrenti che ha la keyword “voli low cost”

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Si dirà…“Si ma è una keyword super ricercata!”. Beh ecco invece i numeri delle risposte per una keyword a carattere locale come “pizzerie salerno”.

concorrenza-in-serp-keyword-Local

 

Per completezza di informazioni devo aggiungere che alla competizione nei risultati organici, c’è anche quelli coi risultati a pagamento (sempre posizionati in alto) e coi risultati della table di Google My Business (per quanto riguarda i le query a carattere locale). A proposito di quest’ultimo punto di consiglio la lettura del seguente articolo:

Ovviamente non tutti i risultati corrispondono ad un concorrente dal punto di vista corporativo, ma rendono bene l’idea di quanto interesse ci sia dietro al posizionamento per ogni parola chiave

#2 Il posizionamento SEO in prima pagina è garantito

Questa affermazione è la regina delle bufale sui motori di ricerca. Chiunque vi dica questa frase è un venditore di fumo… se fate ancora in tempo allontanatevi!

Nessun consulente SEO degno di tal nome vi dirà mai questa frase giacché il posizionamento non è mai garantito. Naturalmente nemmeno gli stessi impiegati di Google possono farlo!

posizionamento-google-garantito

Posizionamento garantito su Google…é una bugia!

Pensateci solo un attimo…potete ottimizzare il sito nella maniera più perfetta (l’orrore grammaticale è voluto!) e potrete attuare la migliore strategia offline, ma se al mondo ci sono almeno 10 persone che lo fanno meglio di voi allora non sarete mai in prima pagina. Non sto qui a farvi notare che nessun consulente SEO al mondo può sapere quante persone al mondo stanno effettivamente lavorando per quella keyword in quell’istante…almeno non può saperlo con certezza ma può solo farne una stima.

#3 La SEO è un attività low cost

La SEO, quando è ben fatta, necessita di molte ore di lavoro ed ovviamente quando si contrattano i servizi di un consulente bisogna previamente accordarsi sui costi orari e le relative ore di lavoro stimate utili per il posizionamento.

Lavorare sui motori di ricerca non è economico essenzialmente per due ragioni:

  • La semplice ottimizzazione del sito ha bisogno di molte ore di lavoro (poi è chiaro, dipende dal sito)
  • Non è un lavoro una tantum. C’è continuamente bisogno di ottimizzare, creare contenuti e verificare risultati.

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#4 In due mesi possiamo arrivare in prima pagina di Google

Come già detto prima la SEO è un lavoro continuo. Sono necessari come minimo sei mesi di modifiche, aggiustamenti, aggiornamenti, presenza sui social network, creazione di contenuti ecc…

Lasciare il lavoro su un progetto web, anche solo per un periodo di tempo, può essere deleterio ed avere ripercussioni immediate sull’intero business. Una regola è fondamentale per ciò che riguarda la SEO: la continuità!

#5 Nel fare SEO non c’è bisogno di continuità

Questa bufala è diretta conseguenza della precedente. In molti pensano “Una volta arrivati al posizionamento non c’è da fare più nulla”.

Tale affermazione è assolutamente sbagliata per due motivi:

  • Oramai fare SEO non vuol dire solo arrivare in prima pagina, ma significa arrivare a mantenere un certo livello di conversioni (se sei in prima posizione ma non hai contatti o clienti allora vuol dire che c’è un problema grave nella strategia)
  • Le posizioni così come si sono conquistare si possono perdere qualora non si faccia un adeguata manutenzione, non si facciano migliorie e non si creino contenuti in maniera continua.

#6 Quante più parole chiave utilizzi più hai possibilità di posizionarti

Un altra grande bufala sulla SEO è legata all’utilizzo delle keyword. Non solo riempire il tuo sito di parole chiave non ti aiuterà a raggiungere le prime posizioni ma addirittura ti metterà in odore di penalizzazione. Infatti questa pratica andava bene per strategie attuate nei primi anni del 2000 non certo dopo gli aggiornamenti di algoritmo che ci sono stati negli ultimi anni. Il riempire di keyword una pagina web (in gergo Keyword Stuffing)  è una pratica che Google aberra, ragion per cui è una pratica da cui tenersi lontano!

E’ molto meglio optare per un numero ridotto di parole chiave, inserirle nei “posti giusti” del sito e soprattutto incorporarle ai contenuti senza forzature ed in maniera del tutto spontanea.

Ovviamente è conveniente prendere in considerazione anche le keyword cosiddette Long Tail in quanto apportano:

  • Meno competizione
  • Traffico di maggiore qualità e più targettizzato
  • Possibilità di apparire in SERP specifiche
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Cos’è una keyword long tail?

Come già spiego in questo articolo “Open” sulle più comuni domande e risposte sulla SEO, le keyword long tail sono parole chiave caratterizzate da un più basso volume di ricerca, una minor concorrenza ma una maggiore targettizzazione quindi un maggior interesse.

#7 Le imprese che offrono servizi di SEO conoscono alla perfezione l’algoritmo di Google

Questa è senza dubbio la più grande bugia sulla SEO… come se fosse plausibile che Google condividesse con le agenzie i dettagli del suo algoritmo!

Che cos’è un algoritmo?

E’ un insieme di istruzioni e regole predefinite, in pratica è una formula. Tutte le risposte che da un motore di ricerca vengono ricercate mediante questo algoritmo. Tale formula ovviamente nessuno la conosce, è un segreto e penso anche in Google siano in ben pochi ad averne notizie certe.

Quello che si può arrivare a conoscere sono solo alcuni fattori (circa 200) che influiscono direttamente o indirettamente sul posizionamento.

Tutti questi fattori sono conosciuti non certo per gentile concessione di Google ma per le ore ed ore trascorse da professionisti e consulenti a fare prove, errori ed a condividere le informazioni ricevute con il resto della comunità.

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I segreti dell’algoritmo di Google

 

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errori seo comuni

8 Errori SEO comuni che forse stai commettendo

Vincenzo Calicchio No Comments


Senza dubbio la gente comincia ad essere cosciente che una buona strategia di SEO è fondamentale per lo sviluppo del proprio business e quindi sono sempre più coloro che si azzardano a intraprendere azioni per conto proprio. Ed è proprio in questi casi che avvengono i più comuni errori SEO commessi da principianti allo sbaraglio intenti ad applicare tecniche che non solo risultano inefficaci ma che spesso è volentieri sono in odore di penalizzazione.

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Ma prima di parlare di quali sono gli errori più comuni per un SEO, diamo una rapida ripassata ad alcuni termini basilari relazionati che possono esserci utili per capire a meglio l’articolo.

SEO. L’ottimizzazione per i motori di ricerca è il processo con cui si punta a migliorare la visibilità di un progetto online nei risultati organici dei differenti motori di ricerca. Come fa Google a decidere quali pagine mostrare per prime? Tenendo presente oltre 200 fattori di posizionamento come ben riassunti da questo articolo.

SEM.  La pratica di pagare per annunci nei risultati dei motori di ricerca, il più noto strumento in questo senso è senza dubbio Google Adwords.

SEO ON PAGE. Ottimizzazione di una pagina web fatta sulla stessa pagina web, sia nei confronti dei motori di ricerca che per migliorare l’esperienza dell’utente. Questa ottimizzazione si centra sul codice di programmazione, l’architettura web, i contenuti ecc…naturalmente in questa fase incontriamo la maggioranza degli errori SEO più comuni.

SEO OFF PAGE. Azioni messe in pratica fuori dal sito web per migliorare il ranking nei motori di ricerca. Riassumendo consiste nel ricevere link (di qualità) da altri siti web e nel far si che i nostri contenuti vengano condivisi nei social network. Come ricevere questi link? Ciò è il compito della Link Building.

LINK BUILDING. Consiste nel far si che altre pagine web linkino alla pagina (o alle pagine) del nostro sito che ci interessano. Generalmente fare Link Building consiste nel conseguire link in cambio di qualcosa (denaro, prodotti, menzioni ecc…) ma ciò è solo la base, ci sono da tenere in conto tantissimi fattori.

Fate attenzione però. La Link Building è una pratica poco ben vista da Google in quanto è qualcosa di artificiale. G infatti non vuole che i link “appaiano” come naturali, bensì vuole che “siano” naturali! Se volessimo seguire tutte le leggi di Google non dovremmo fare Link Building, solo così realmente fuori da ogni possibilità di penalizzazione.

LINK BAITING. Consiste nel creare contenuti tanto buoni e tanto incredibili da far si che altri soggetti del web vogliamo linkare o condividerli nelle proprie reti. Ciò ovviamente è più facile a dirsi che a farsi! Forse potrà esserti utile questa mini guida al Marketing virale.

Qui passo un video di Matt Cutts a proposito di Link Building. Quali sono delle buone tecniche per conseguire link?

Dopo questo ripasso generale, andiamo a vedere ora quali sono gli errori più comuni sulla SEO (che sicuramente anche alcuni pseudo professionista stanno commettendo!).

Errori SEO comuni

1. Contenuti duplicati

Il re degli errori SEO è sicuramente il copiare parti di contenuti di altri siti web. Ciò non sono non aiuta nel raggiungimento del nostro obiettivo ma addirittura pregiudica il posizionamento SEO. Questo è comune specialmente in shop online dove si è soliti copiare direttamente le descrizioni dei prodotti del fabbricante o del fornitore. Ovviamente ciò fa male sia alla tua SEO che a quella del fornitore.

Il contenuto del tuo sito dev’essere originale ed unico, altrimenti il tuo sito potrebbe essere penalizzato. Naturalmente ciò vale per testi copiati da altri siti web, ma vale anche per contenuti duplicati all’interno stesso del tuo sito!

2. Non inviare a Google la tua Sitemap aggiornata

La Sitemap è un riassunto (o mappa) della struttura e dei contenuti del tuo sito. Quando la inviamo a Google tramite la Google Search Console stiamo aiutando Google ad indicizzare più rapidamente e meglio il nostro sito web.

Naturalmente la nostra sitemap dovrebbe contenere non solo le pagine del nostro portale, ma anche le immagini e qualsiasi altro tipo di elemento che vogliamo Google indicizzi. Se utilizzi wordpress tale compito viene svolto eccellentemente da plugin appositi, su tutti WordPress SEO by Yoast. Altrimenti puoi creare sitemap con strumenti online come questo.

3. Bloccare parti importanti del tuo sito con il file robots.txt

Ciò non è tra gli errori SEO più comuni in quanto solitamente i dilettanti non sono a conoscenza del file robots.txt. Questo è un file che si trova alla radice di un sito web ed indica a quali parti del tuo portale non vuoi che accedano i motori di ricerca. Normalmente si utilizza per evitare che Google indicizzi parti private o non importanti alla fine del business (come note legali o privacy policy).

Un errore molto comune è che il file robots indichi di bloccare tutto il sito web. Ed è solito proporsi perché chi ha sviluppato il sito ha bloccato i contenuti finché non fosse del tutto finalizzato il lavoro dimenticando però di eliminare la direttiva una volta terminato lo sviluppo.

Ovviamente la combinazione dell’errore 2 (mancato invio sitemap) con questo errore è catastrofica!

4. Non utilizzare il Google Webmaster Tools

Google Webmaster Tools è un servizio gratuito di Google per webmaster che, tra le altre cose, permette di:

  • Tenere sott’occhio lo stato di indicizzazione del sito.
  • Ottimizzare la visibilità.
  • Rendersi conto di qualsiasi tipo di problema.

Attraverso il Google webmaster tools saremo avvisati di qualsiasi problema o errore trovato durante l’indicizzazione del nostro sito: contenuti duplicati, meta description e meta title troppo lunghi, link rotti ecc…

5. Creare contenuti solo per riempire il sito

Creare contenuti unicamente per creare contenuti non solo consumerà una parte importante del tuo tempo, ma addirittura pregiudicherà il tuo posizionamento in quanto uno dei fattori di posizionamento che Google tiene in conto è il comportamento dell’utente, ragion per cui devi creare contenuti che siano effettivamente utili a chi arriva sul tuo sito, possibilmente tanto utili da indurre alla condivisione.

Se un utente arriva al tuo portale, legge tutto un articolo ed attraverso un link legge un altro articolo ancora e quindi rimane molto tempo nel sito, Google lo interpreta come sintomo che i tuoi contenuti siano effettivamente di qualità e ciò è oro colato per il posizionamento!

Se al contrario gli utenti arrivano sul nostro articolo e lo abbandonano dopo pochi secondi (ciò è visibile dal tasso di rimbalzo del sito), Google capisce che il contenuto è di scarsa qualità e non è ciò che il visitatore si aspettava. Questo è ovviamente è pessimo per il posizionamento.

6. Avere dei dead link

I link in un sito si possono dividere in:

  • Link interni. Link ad altre pagine del nostro stesso sito.
  • Link esterni. Link a pagine di altri siti.

Che si trattino di link interni o esterni, assicurati che il tuo sito web non contenga broken link (o dead link) e tanto meno i famosi errori 404. In quest’ultimo caso dovrai lavorare alle redirection 301 come ben consiglia questa guida.

Puoi comprovare che il tuo sito abbia errori 404 e dead link attraverso il Google Webmaster tools o anche tramite svariati strumenti free.

7. Ripetere troppe volte la keyword

Tale tecnica SEO è completamente passata di moda ed è nota come Keyword stuffing. Ed è forse l’errore SEO più diffuso tra i principianti allo sbaraglio. Si, bisogna utilizzare le keywords, ma in maniera assolutamente naturale e senza sovra-ottimizzare.

Invece di ripetere la parola chiave tantissime volte nell’articolo, utilizza quindi sinonimi e termini in qualche modo relazionati. Così facendo il tuo articolo sarà molto più leggibile e chiaro agli utenti ed inoltre sarà ottimizzato in maniera migliore per i motori di ricerca.

8. Non utilizzare link interni per i tuoi articoli

I tuoi articolo devono contenere link verso altri articoli del tuo stesso sito web, la risposta di ciò è sempre in riferimento a ciò che abbiamo detto prima sul tasso di rimbalzo.

Questi link interni, non solo sono utili per il lettore giacché può continuare ad informarsi ed approfondire l’argomento di cui sta leggendo, ma appunto fanno aumentare il tasso di permanenza nel sito. Quindi far si che i tuoi contenuti siano intrecciati tra loro, in maniera logica, rinforza (e non poco) il posizionamento del tuo sito.

Quali altri errori SEO comuni conosci che non sono presenti nell’articolo?

Senza dubbio ci sono ancora tantissimi errori SEO che potrebbero essere aggiunti alla lista, quindi se qualcuno lo consideri davvero importante e credi dovrebbe apparire sarei felice di leggerlo nel commenti e di aggiungerlo nell’articolo.

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